Maxi operazione a Isola Sacra, nel comune di Fiumicino: una società attiva nella logistica, con sede a Roma e ufficio operativo sul litorale, è finita sotto la lente della Guardia di Finanza per una presunta evasione contributiva stimata in oltre 4 milioni di euro. Secondo gli accertamenti svolti insieme all’Inps, per circa 350 dipendenti non sarebbero stati versati i contributi, oltre al mancato rimborso di trasferte e servizi aggiuntivi.
L’indagine sul territorio e i controlli nelle sedi
L’intervento delle Fiamme gialle della compagnia di Fiumicino è scattato dopo che, durante i servizi del 117, è stato osservato un movimento anomalo di persone all’uscita dell’azienda sul litorale. I controlli sono stati estesi a oltre cinquanta sedi della società dislocate in tutta Italia, facendo emergere uno schema ricorrente di irregolarità, analogo a quello riscontrato a Isola Sacra.
Contratti fittizi e geolocalizzazione dei dipendenti
Dagli approfondimenti è emerso un ricorso sistematico a contratti di collaborazione coordinata e continuativa (Co.Co.Co.) per attività che, di fatto, configuravano un rapporto di lavoro subordinato. I lavoratori erano vincolati a orari rigidi e sottoposti a monitoraggio tramite dispositivi di geolocalizzazione, un meccanismo finalizzato a ridurre i costi previdenziali eludendo la normativa giuslavoristica.
Sanzioni e tutele: cosa accade ora
I responsabili della società sono stati destinatari di provvedimenti amministrativi e il rappresentante legale è stato segnalato all’Ispettorato nazionale del Lavoro. Sono state individuate oltre 600 posizioni lavorative non regolari, alcune riconducibili agli stessi dipendenti, per un totale di circa 350 lavoratori con inquadramenti non conformi al contratto nazionale. Sulla base degli esiti di Guardia di Finanza e Inps, i dipendenti potranno rivolgersi al giudice del lavoro per vedere riconosciuti i propri diritti e ottenere i dovuti risarcimenti.
La voce del sindacato
«Lavoro nero, precarietà e lavoro povero sono tre facce della stessa realtà: nel Lazio cresce il numero di persone che, pur lavorando, non riescono a vivere dignitosamente o finiscono nel sommerso. Dietro molti contratti fragili si nascondono salari bassi, sfruttamento e totale assenza di sicurezza sul lavoro. Per questo combattere il lavoro nero significa anche ridurre la precarietà e garantire un’occupazione stabile, sicura e di qualità».
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Secondo il sindacato nel 2025 il dato sul lavoro irregolare si è attestato sul 13,6%.