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Ior, bilancio 2025: utile di 51 milioni e dividendo alla Santa Sede

Ior, bilancio 2025: utile di 51 milioni e dividendo alla Santa Sede

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Vaticano, Roma. Lo Ior chiude il bilancio 2025 con un utile netto di 51 milioni di euro, in aumento del 55% sull'anno precedente, e destina un dividendo di 24,3 milioni a Papa Leone XIV e alla Santa Sede. Si conclude il mandato di Jean-Baptiste Douville de Franssu, alla guida dal 2014, mentre il Consiglio di sovrintendenza accoglie come presidente François Pauly, 61 anni, lussemburghese.

I numeri del rapporto annuale

Nella quattordicesima edizione del rapporto, l’Istituto indica una raccolta complessiva a «5,9 miliardi di euro» tra depositi, conti correnti, gestioni e titoli in custodia, «rispetto ai 5,7 miliardi di euro del 2024». Il patrimonio netto è pari a «815,3 milioni di euro in crescita di 83,4 milioni di euro rispetto all’anno precedente». Nel documento si legge: «La significativa crescita dell'utile netto è principalmente riconducibile al miglioramento dei risultati operativi, conseguente ad una gestione attiva e disciplinata dei portafogli». E ancora: «Tale andamento ha determinato un rilevante incremento della redditività complessiva, ulteriormente sostenuta dalla variazione positiva delle riserve relative al fondo pensione».

Secondo l’Istituto, «si è ulteriormente consolidata la relazione con le Congregazioni religiose». Viene inoltre precisato: «In particolare, nel corso del 2025 si è registrato un incremento sia del numero delle Congregazioni clienti dell'Istituto, sia di quelle che hanno affidato il proprio patrimonio mediante la sottoscrizione di linee di gestione patrimoniale. Negli ultimi anni, hanno riconosciuto nello Ior un partner affidabile, anche in virtù del rafforzamento della governance, dei presidi di controllo interno, della trasparenza fiscale, dell'implementazione dell'offerta digitale e della solidità patrimoniale dell’Istituto».

Governance e riforma

Pauly, già presidente di La Luxembourgeoise Group e membro della Commissione per gli Affari Economici dell’arcidiocesi di Lussemburgo, è stato nominato dalla commissione cardinalizia su proposta del Consiglio, di cui faceva parte dal 2024. Nel solco della riforma avviata da Papa Francesco, lo Ior è tornato alla vocazione di «Istituto per le opere di religione» e la gestione dei beni della Segreteria di Stato è stata accentrata in Apsa.

A ottobre dell’anno corso è stata pubblicata la lettera apostolica «Coniuncta Cura» di Leone XIV: la Costituzione di Francesco, all’articolo 219, assegna ad Apsa la «gestione del patrimonio immobiliare e mobiliare della Santa Sede» e allo Ior l’«esecuzione delle operazioni finanziarie». Leone XIV sottolinea: «Corresponsabilità nella communio è uno dei principi per il servizio della Curia Romana». Una «responsabilità condivisa» che coinvolge «le Istituzioni curiali alle quali spettano le attività di investimento finanziario della Santa Sede» e «richiede che siano consolidate le disposizioni succedutesi nel tempo e siano ben definiti i ruoli e le competenze di ciascuna Istituzione».