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Intossicazione da cloro in piscina a Roma: bambino in coma, la possibile dinamica

Intossicazione da cloro in piscina a Roma: bambino in coma, la possibile dinamica

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A Roma, nel quartiere Borghesiana, un grave episodio di intossicazione da cloro ha coinvolto cinque bambini tra i 5 e gli 11 anni presso la piscina dell’impianto Imperium Eventi. Mattia, 9 anni, si trova in coma farmacologico presso l’ospedale Umberto I a causa di una sospetta ischemia cerebrale, mentre i suoi tre fratelli sono stati ricoverati per sintomi più lievi. Le prime ricostruzioni indicano un malfunzionamento del sistema di distribuzione del cloro che avrebbe rilasciato un’eccessiva quantità di prodotto nella vasca. L’acqua avrebbe assunto una colorazione gialla, allarmando presenti e genitori. Le autorità hanno avviato un’indagine e disposto il sequestro della struttura. Le analisi si concentrano sulla pompa automatica e sui dispositivi di sicurezza dell’impianto.

Bambini intossicati in piscina a Roma: la dinamica dell’incidente

Cinque bambini, tra cui tre fratelli, sono stati colpiti da una grave intossicazione da cloro mentre si trovavano all’interno della piscina dell’impianto Imperium Eventi, situato nella periferia est di Roma. L’episodio si è verificato nel pomeriggio, durante una normale giornata di svago.

Secondo le testimonianze raccolte, i minori stavano nuotando quando hanno avvertito un forte odore pungente, accompagnato da difficoltà respiratorie, tosse e bruciore agli occhi. In particolare, uno dei bambini ha riferito la comparsa di una pellicola giallastra sulla superficie dell’acqua, seguita da un rumore proveniente dai bocchettoni. Subito dopo, alcuni dei presenti hanno notato una strana colorazione dell’acqua e una macchia verde sul fondo della vasca, sintomo evidente dell’anomalia.

Malfunzionamento della pompa del cloro: possibili cause tecniche

Le prime ricostruzioni tecniche fanno risalire l’origine dell’incidente a un blocco improvviso della pompa di dosaggio del cloro, sistema automatizzato che regola la disinfezione dell’acqua nei grandi impianti natatori. In questo caso, pare che il dispositivo abbia rilasciato una quantità eccessiva di prodotto chimico, destinata normalmente a essere distribuita in più giorni.

Tale errore potrebbe essere stato causato da un guasto tecnico o da una mancata manutenzione all’inizio della stagione estiva, periodo in cui molte piscine riaprono dopo mesi di inattività. Gli impianti automatizzati, dotati di serbatoio e centraline di controllo, richiedono verifiche periodiche per evitare immissioni concentrate e pericolose di sostanze chimiche. L’eccessiva esposizione al cloro può provocare reazioni respiratorie gravi, soprattutto nei bambini.

Condizioni mediche delle vittime: rischio danni neurologici

Il caso più preoccupante riguarda Mattia, di 9 anni, ricoverato in terapia intensiva in stato di coma farmacologico presso l’ospedale Umberto I. I medici sospettano un’ischemia cerebrale dovuta a un’insufficienza respiratoria acuta, probabilmente scatenata dall’inalazione prolungata di cloro in forma gassosa.

Secondo il direttore del Centro Antiveleni di Pavia, Carlo Locatelli, un’esposizione elevata può indurre broncospasmi e riduzione dell’ossigenazione sanguigna, con conseguente rischio per il cervello. Gli altri tre fratelli del bambino – Eleonora, Leonardo e Alessio – sono stati trasportati nel reparto di pediatria per monitoraggio. Fortunatamente, le loro condizioni risultano stabili, e solo uno di loro ha manifestato sintomi più evidenti, come vomito e irritazioni oculari.

Sicurezza negli impianti natatori: controlli e responsabilità legali

A seguito dell’incidente, la Procura di Roma ha avviato un’inchiesta per accertare eventuali responsabilità. Gli inquirenti hanno disposto il sequestro dell’impianto e stanno analizzando la documentazione tecnica relativa alla manutenzione dei macchinari e alla gestione delle sostanze disinfettanti.

Il gestore della struttura, Christian Scalzo, ha dichiarato che i controlli erano stati eseguiti regolarmente e che si è trattato di un evento accidentale. Tuttavia, la presenza della sorella tra gli utenti della piscina non esclude possibili omissioni nella gestione della sicurezza. I magistrati stanno valutando se l’immissione anomala di cloro sia dovuta a un errore umano, a una programmazione errata dell’impianto automatico o a un difetto strutturale.

Rischi legati al cloro: uso corretto e incidenti domestici

Il cloro resta il principale agente disinfettante nelle piscine pubbliche e private. Tuttavia, l’utilizzo improprio o i guasti tecnici nei sistemi di dosaggio possono comportare rischi significativi. A differenza delle piscine domestiche, dove il prodotto viene dosato manualmente, gli impianti di grandi dimensioni impiegano pompe automatiche e sensori per mantenere livelli stabili di cloro.

La dispersione incontrollata, come accaduto a Roma, può causare crisi respiratorie, irritazioni cutanee, bruciore agli occhi e, nei casi più gravi, danni neurologici. Inoltre, secondo gli esperti, anche miscele accidentali di detergenti domestici possono liberare vapori tossici contenenti cloro, esponendo le persone a rischi simili a quelli verificatisi nell’impianto romano.