Lunedì 27 aprile debutta l’«International walking day», la giornata internazionale dedicata al camminare che, per la prima volta, chiama a raccolta cittadini, istituzioni e associazioni. Inserita nel Pep, il programma paneuropeo su trasporti, salute e ambiente sostenuto da Oms e Unece, l’iniziativa è riconosciuta come impegno volontario per il decennio del trasporto sostenibile 2026-2035 delle Nazioni Unite. In Italia la promozione è guidata dal Movimento diritti dei pedoni, insieme a una rete di organizzazioni attive su mobilità sostenibile, ambiente e spazio pubblico, con un invito esteso anche alle realtà di Roma e del Lazio.
Un obiettivo chiaro: riportare la camminabilità al centro
La giornata punta a riportare la camminabilità al centro del dibattito e delle scelte pubbliche, riconoscendone l’impatto strutturale sulla vita quotidiana. A livello internazionale sono già operative strategie nazionali dedicate, a partire dal Paneuropean master plan on walking. In Italia, invece, il camminare resta spesso invisibile nelle politiche urbane, pur essendo una componente fondamentale della mobilità. «Camminare è la forma più universale di mobilità».
I promotori sottolineano come ogni spostamento inizi e finisca a piedi e come questa pratica sia il collante tra le diverse modalità di trasporto. Il valore sociale, ambientale ed economico del camminare è al centro della campagna, che mira a rendere strutturale l’attenzione verso pedoni e spazi pubblici, con un approccio improntato alla sicurezza, all’accessibilità e alla dignità dei percorsi pedonali.
I dati: abitudini, tempi e ruolo del camminare
Secondo Isfort (2025), in Italia un percorso su cinque avviene a piedi, quota che sale a uno su quattro in città. Il camminare rappresenta inoltre il 50% del tempo degli spostamenti con il trasporto pubblico, risultando parte essenziale dell’esperienza di viaggio. Nonostante questi numeri, nel nostro Paese il muoversi a piedi non è ancora riconosciuto come modalità di trasporto alla pari delle altre. La giornata internazionale lancia quindi un messaggio semplice ma decisivo: rendere la camminabilità una priorità trasversale nelle politiche urbane, dalla pianificazione degli spazi alla gestione delle reti di mobilità.
La voce del Movimento diritti dei pedoni
Il valore pubblico e collettivo del camminare è al centro dell’appello del Movimento diritti dei pedoni, che richiama l’urgenza di spazi più sicuri e accessibili. In merito, le parole di Luisa Chiodi offrono una fotografia chiara del presente e delle necessità future: «È la modalità di accesso allo spazio pubblico e alle opportunità di studio, di lavoro, di svago, di relazione. Ha un impatto enorme sulla salute fisica e mentale, sull’ inclusione o esclusione sociale - spiega Luisa Chiodi, del Movimento diritti dei pedoni -. È la lente attraverso cui osserviamo lo spazio intorno a noi. Connette le persone e rafforza i legami sociali e la partecipazione alla vita pubblica. È la chiave del diritto alla città, oggi negato specialmente a chi è più vulnerabile, e riduce le diseguaglianze. È semplice, ma oggi non è per tutti, perché abbiamo città, strade e spazi spesso insicuri, inaccessibili, non connessi, con infrastrutture carenti. Attraverso la promozione dell’International walking day, il Movimento intende rafforzare la consapevolezza sul ruolo della camminabilità in Italia, e sul valore pubblico, sociale, economico e di salute del camminare. Infine sulla necessità di politiche e infrastrutture che mettano al centro le persone».
Un richiamo che trova riscontro quotidiano nelle esigenze di quartieri, scuole, luoghi di lavoro e aree commerciali, dove percorsi pedonali continui, ben illuminati e accessibili fanno la differenza in termini di sicurezza, qualità dell’aria e coesione sociale. Conclude Chiodi: «La camminabilità è al cuore di mobilità, equità e diritti. È tempo di celebrarla, e di chiedere politiche più coraggiose in un contesto segnato da disuguaglianze, povertà dei trasporti e crisi globali».
La challenge internazionale: come partecipare
In parallelo alla giornata, dal 27 aprile al 27 maggio 2026 prende il via l’International walking challenge, una sfida globale aperta a tutti con l’obiettivo di raggiungere 50 milioni di passi complessivi in Europa. Partecipare è semplice: basta scaricare l’app gratuita Walk15, aderire alla challenge inserendo il codice IWD26 e iniziare a camminare nel proprio quartiere, in città, per lavoro o nel tempo libero, registrando le uscite quotidiane. Ogni passo contribuisce a un obiettivo collettivo e diffonde un messaggio condiviso: celebrare il camminare come pratica di salute quotidiana e come leva potente di inclusione e diritti.
Le realtà interessate a promuovere l’iniziativa a livello locale possono consultare il sito internationalwalkingday.org, dove è disponibile l’International walking day toolkit con materiali grafici utili per la comunicazione sul territorio. Il Movimento diritti dei pedoni invita tutte le realtà a unirsi e a promuovere l’iniziativa, un appello che riguarda da vicino anche associazioni, scuole, comitati e amministrazioni di Roma e Lazio.
Roma e Lazio: un invito a partecipare
L’adesione diffusa è il cuore della campagna. L’International walking day propone un modello di mobilità che mette al centro le persone, la sicurezza stradale e la qualità degli spazi pubblici, temi particolarmente rilevanti per le città metropolitane e per i comuni del Lazio. La partecipazione attiva di cittadini e organizzazioni può trasformare la giornata in un’occasione concreta per dare visibilità al camminare e per sostenere, con dati e buone pratiche, politiche capaci di migliorare marciapiedi, attraversamenti e connessioni tra servizi, scuole, parchi e nodi del trasporto pubblico.
Dal primo passo registrato sull’app fino alle attività di divulgazione, il messaggio è univoco e trasversale: valorizzare il camminare come infrastruttura sociale, sanitaria e ambientale. L’auspicio, sottolineano i promotori, è che il debutto della giornata apra la strada a interventi stabili e misurabili, in grado di riflettere nelle scelte pubbliche il peso reale del camminare nella vita quotidiana.