Inflazione choc a Roma: +55% per beni di prima necessità. Non si respira più: asfissia economica totale, per molti, nella Capitale, con aumenti vertiginosi dei prezzi per alcuni beni cruciali come il pane, l'olio, il caffè e la frutta. Crescita dei prezzi fino al 55 per cento in qalcuni casi. E pesa anche il caro - bollette, con aumenti pazzeschi dal 2021 in poi.
Inflazione record, Roma piange
Si soffre per potersi permettere i ben primari. Latte, farina, frutta. Nel corso degli ultimi 4 anni ecco dunque i rincari mostruosi dovuti all’inflazione. Chi vive a Roma sta assistendo, dal 2021 ad oggi, ad un aumento del caro vita insostenibile.
Secondo i dati di Unimpresa, negli ultimi tre anni i prezzi dei beni alimentari essenziali per la dieta degli italiani - pane, latte e pasta - hanno registrato aumenti record. Rincari che hanno avuto impatti diversi in base alla città. Ad esempio, dal 2022 al 2025 il pane è rincarato fino al 62%, il latte fino al 20% e la pasta ha toccato un +38% in un solo anno.
Alla base, la guerra in Ucraina, la crisi energetica, la siccità nei Paesi esportatori di grano. E a Roma, in base all’andamento dell’indice nic (indice dei prezzi al consumo per l'intera collettività), dal 2021 ad oggi, le tasche dei romani siano state come svuotate.
Da aprile 2021 ad aprile 2025, il pane ha avuto un aumento complessivo del 25,6%, toccando un indice inflattivo del 131,3%. Le cose non vanno meglio con la frutta che, nel giro di 4 anni, ha registrato rincari del 26,2%.
Idem per per il caffè. Dal 2021 ad oggi il rincaro è stato del 33,4%, arrivando ad un indice inflattivo del 142,1% nel mese di aprile. Un aumento, questo, che ha avuto anche ripercussioni sull’acquisto del caffè al bar o al ristorante per i consumatori. Meno pesanti i rincari per il latte con “solo” un +25,9%.
Per non parlare del costo dell’olio, cresciuto in 4 anni del 54,6%, arrivano a quota 172,9%. Gli anni peggiori sono stati il 2022 e il 2023, nel periodo post covid, quando questo bene è aumentato in maniera considerevole.
La voce che pesa, poi, è quella dei costi dell’energia, specie quella elettrica, aumentata del 71% da aprile 2021 ad aprile 2025, per un indice inflattivo pari a 172,9%. Fuori controllo, infine, gli aumenti per il trasporto aereo: +113,7%, aumento che restituisce un indice del 265,9%.
"Questi aumenti colpiscono in modo sproporzionato chi ha meno, aggravando le disuguaglianze sociali – commenta, in una nota, il presidente onorario di Unimpresa, Paolo Longobardi - per questo chiediamo al governo misure concrete: abbassare l'Iva sui beni alimentari, rafforzare i controlli contro le speculazioni e sostenere le fasce più fragili con fondi dedicati alla sicurezza alimentare”.