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Inflazione al 2,6%: per le famiglie 729 euro in più l’anno, ecco dove

Inflazione al 2,6%: per le famiglie 729 euro in più l’anno, ecco dove

immagine di repertorio (foto da Pixabay)

Viterbo affronta un nuovo scatto del costo della vita. Secondo la classifica nazionale dell’Unione nazionale consumatori, costruita sui dati Istat di maggio 2026, la provincia si colloca al 56esimo posto in Italia. L’inflazione annua tocca il 2,6%, traducendosi in una spesa aggiuntiva di 729 euro l’anno per una famiglia tipo, sotto la media nazionale di 808 euro ma comunque gravosa per i bilanci domestici.

Il quadro a Viterbo

La Tuscia risente di rincari diffusi nonostante un tasso inferiore a quello di Roma, dove l’inflazione raggiunge il 3,6%. Il confronto con la Capitale resta però sfavorevole per la capacità di spesa: il divario del reddito medio arriva a 6.735 euro, come evidenziato dallo studio territoriale della Cgil. Nel Viterbese è molto elevata la quota di contribuenti sotto i 10mila euro annui, una condizione che amplifica l’impatto degli aumenti su affitti, bollette e alimentari.

Redditi più bassi e rincari

Nelle famiglie con entrate ridotte la pressione dei prezzi incide soprattutto sulle spese obbligate. Anche con un’inflazione nominalmente più contenuta rispetto a Roma, il potere d’acquisto in provincia si erode più rapidamente, lasciando margini minimi per risparmi o spese discrezionali.

Cosa aumenta nel carrello

I rincari si concentrano su casa ed energia, seguiti da beni alimentari e ristorazione. Tra i prodotti più colpiti figurano in particolare olio d’oliva, burro, latticini freschi, farina e prodotti da forno, componenti essenziali del carrello che pesano soprattutto sui redditi più bassi.

L’impatto dei mercati internazionali

La dinamica dei prezzi risente del contesto geopolitico. Gli esperti segnalano gli effetti del conflitto in Iran, che ha spinto al rialzo i beni energetici e, a cascata, i costi di trasporto e logistica. A livello nazionale l’inflazione in diverse città è quasi triplicata dalla fine del 2025, un’onda lunga che raggiunge anche la rete commerciale della Tuscia.