A Roma gli incidenti aumentano ma le vittime diminuiscono. Dall’inizio dell’anno i vigili urbani hanno rilevato oltre 24mila sinistri su tutto il territorio della Capitale. Fino ad agosto si contano 60 vittime tra pedoni, ciclisti, motociclisti e automobilisti, un dato provvisorio che segna comunque una flessione rispetto allo stesso periodo del 2025, quando i decessi erano stati oltre 70.
I numeri a Roma
La tendenza conferma un quadro in evoluzione. Aumentano i sinistri complessivi ma, in proporzione, calano i decessi. Nel bilancio provvisorio dei primi sei mesi del 2026 le vittime sono state 48, contro le 63 dello stesso periodo del 2025 e le 77 del 2023. Anche gli incidenti mortali sono scesi, da 62 a 46, con una riduzione del 26%. Di contro i sinistri totali sono saliti a oltre 18mila nei primi sei mesi, contro i poco più di 16mila del 2025.
Gli interventi del Comune
Prevenzione e lavori sulla viabilità sembrano incidere. Sulle principali arterie sono stati installati autovelox e adeguati incroci, con dossi e attraversamenti rialzati in diverse aree critiche. Nei 16 incroci riqualificati, i cosiddetti «black-point», la diminuzione degli incidenti si è attestata intorno al 35%. Si tratta di contromisure che, secondo i rilievi, stanno contribuendo a ridurre i rischi per gli utenti della strada.
Le criticità ancora aperte
Il bilancio resta drammatico e ogni cifra corrisponde a vite spezzate e famiglie in lutto. In città si continua a morire troppo sulle strade e, come evidenziato nei dati, il quadro peggiora se si estende lo sguardo alla provincia e al Grande Raccordo Anulare, dove i numeri raddoppiano. In diversi tratti, inoltre, la messa in sicurezza arriva solo dopo incidenti gravi, con interventi su illuminazione e correzione di curve pericolose. Il trend delle vittime in calo è un segnale incoraggiante ma resta prioritario proseguire con azioni strutturali e controlli costanti per consolidare la riduzione della mortalità.