"Accogliamo con grande soddisfazione la decisione della Regione Lazio di annullare il parere favorevole ai consumi idrici richiesti per la costruzione dell’inceneritore di Roma. Si tratta di un primo, importante stop a un progetto sbagliato, dannoso e contrario a ogni logica di tutela ambientale e sanitaria”.
Così Giovanni Barbera, co-Segretario romano e membro della Direzione Nazionale di Rifondazione Comunista che continua: “È bene chiarirlo una volta per tutte: quello che viene definito “termovalorizzatore” non è altro che un inceneritore, un impianto che brucia rifiuti producendo inquinamento e sottraendo risorse preziose al riciclo e al riuso. Un impianto energivoro che, in una situazione già critica per la scarsità d’acqua e la fragilità idrogeologica del territorio, aggraverebbe i problemi invece di risolverli.
La Regione, nel riconoscere la non compatibilità del progetto con la tutela delle falde acquifere, ha dato ragione a chi in questi mesi ha denunciato l’assurdità di un piano calato dall’alto, imposto ai cittadini e privo di ogni trasparenza e partecipazione democratica. È un successo del buon senso e delle lotte ambientaliste e sociali che si oppongono da tempo a questa follia ecologica”.
Dunque, conclude Barbera, “Ora bisogna andare fino in fondo. Lo stop ai consumi idrici non può essere un semplice rinvio o un artificio tecnico: deve tradursi nel ritiro definitivo del progetto dell’inceneritore di Santa Palomba. Roma ha bisogno di una vera strategia dei rifiuti fondata sulla riduzione, sul riuso e sul riciclo, non di un impianto dannoso all'ambiente e alla salute, utile solo alla lobby dei rifiuti".
Max