Roma. A poco più di una settimana dal rogo del 26 luglio tra via Laurentina e il Grande raccordo anulare, l’ipotesi di una maxi discarica abusiva su terreni privati prende corpo nell’inchiesta della procura. Intanto l’area continua a fumare, l’aria resta pesante e i residenti hanno scritto al Governo e al sindaco di Roma, Roberto Gualtieri, chiedendo interventi rapidi.
L’indagine e la posizione del IX Municipio
La possibile presenza di una discarica abusiva è stata resa nota dalla presidente e dal vicepresidente del IX Municipio, Titti Di Salvo e Augusto Gregori: la procura “ipotizza la presenza di una maxi discarica abusiva su terreni privati”, confermando “la straordinaria gravità di quanto denunciato in questi giorni”.
I dati di Arpa Lazio sulla qualità dell’aria
I primi campionamenti di Arpa Lazio, eseguiti dal 27 al 29 luglio all’altezza del civico 980 di via Laurentina, hanno registrato una concentrazione di diossine pari a 0,39 pg/m³, oltre tre volte il valore medio urbano indicato dall’OMS (0,1 pg/m³) e oltre la soglia di 0,3 che segnala una fonte localizzata. Tra il 31 luglio e il 1° agosto lo strumento è stato spostato presso la chiesa di San Carlo Borromeo dopo la ripresa dei focolai, rilevando 0,16 pg/m³.
Le richieste istituzionali
Dal Municipio IX è partita una richiesta di ordinanza in danno ai proprietari dei terreni: “un’ordinanza in danno nei confronti dei proprietari dei terreni. Un atto concreto e coerente con la gravità della situazione, motivato dalla necessità di garantire una risposta rapida per la messa in sicurezza dell’area e la tutela della salute pubblica”. Chiesto anche l’intervento della commissione parlamentare Ecomafie, poiché la vicenda “non riguarda soltanto un incendio, ma un possibile disastro ambientale che impone di accertare ogni responsabilità e comprendere come sia stato possibile arrivare a una situazione di tale portata”.
Le indicazioni della Asl Roma 2
In via precauzionale, la Asl Roma 2 invita a limitare la permanenza nelle aree più esposte alla «ricaduta dei prodotti della combustione, almeno fino alla conclusione dei monitoraggi ambientali». Si raccomanda inoltre di arieggiare gli ambienti solo in assenza di odori di bruciato e di «pulire balconi, terrazzi, davanzali e tutte le superfici esterne sulle quali si sia depositata fuliggine, evitando però operazioni che possano sollevare polveri e utilizzando adeguati dispositivi di protezione per le vie respiratorie e la pelle». Particolare attenzione è richiesta per soggetti vulnerabili come bambini, anziani, donne in gravidanza e persone con patologie respiratorie o cardiovascolari.
La mobilitazione dei residenti
Il Comitato di quartiere Fonte Laurentina ha chiesto al Governo l’attivazione della Protezione civile e di una task force con mezzi speciali per spegnere le “fumarole“. Coinvolto anche il sindaco Gualtieri, in qualità di commissario per i rifiuti, perché valuti poteri straordinari e un’ordinanza per la messa in sicurezza del sito.