Nel corso di poche ore, due incendi hanno devastato altrettanti stabilimenti balneari sul litorale di Ostia, causando ingenti danni e sollevando interrogativi sulla sicurezza delle strutture. Il primo rogo ha colpito lo stabilimento "Le Dune", mentre il secondo ha interessato il "Belsito", generando allarme tra residenti e autorità. Le indagini sono in corso e non si esclude la pista dolosa, soprattutto considerando il contesto di tensione legato alle concessioni balneari. Grazie al pronto intervento dei vigili del fuoco, le fiamme sono state domate prima che potessero propagarsi ulteriormente.
I due incendi a Ostia: colpito lo stabilimento "Le Dune"
Il primo incendio si è sviluppato intorno alle 15:30 presso lo stabilimento "Le Dune", situato sul Lungomare Caio Duilio. Le fiamme hanno rapidamente avvolto alcune cabine in legno, riducendone sei in cenere prima che i pompieri riuscissero a circoscrivere il rogo.
L'allarme è stato dato dai bagnanti e dai residenti della zona, i quali hanno immediatamente avvisato le autorità. Gli investigatori stanno esaminando le cause dell’incendio e valutando ogni ipotesi, compresa quella di un atto deliberato.
Colpito anche il "Belsito"
A poche ore di distanza, intorno alle 20:00, un secondo incendio ha interessato lo stabilimento "Belsito", in Piazza Sirio. I primi a notare le fiamme sono stati alcuni passanti e abitanti del quartiere, che hanno segnalato il forte odore di bruciato proveniente dall’area delle cabine.
Anche in questo caso, i vigili del fuoco sono riusciti a contenere l’incendio prima che si estendesse ad altre strutture. Due cabine sono andate distrutte e le autorità stanno raccogliendo elementi per comprendere se vi sia una connessione tra i due episodi.
Indagini in corso
Le forze dell'ordine stanno lavorando per chiarire le dinamiche degli incendi e stabilire se esista un collegamento tra i due eventi. Entrambi gli stabilimenti sono stati al centro di controversie legate alle concessioni demaniali, un tema particolarmente delicato che ha generato tensioni tra operatori e istituzioni.
Gli inquirenti stanno analizzando le immagini delle telecamere di videosorveglianza e raccogliendo testimonianze per individuare eventuali responsabili.