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In un battito alla Festa del Cinema di Roma: il viaggio di Edoardo Bove tra paura e rinascita

Alla Festa del Cinema di Roma il docufilm «In un battito» su Edoardo Bove, diretto da Giovanni Troilo: un racconto intimo dalla paura alla ripartenza.

In un battito alla Festa del Cinema di Roma: il viaggio di Edoardo Bove tra paura e rinascita

Immagine generata con AI

Arriva alla Festa del Cinema di Roma «In un battito», il docufilm diretto da Giovanni Troilo che ripercorre i mesi più difficili della vita di Edoardo Bove, il calciatore cresciuto nel settore giovanile della Roma colpito da un arresto cardiaco durante Fiorentina-Inter del 1 dicembre 2024. La pellicola è inserita nella sezione Special Screening e approderà poi nelle sale a novembre, portando sul grande schermo una testimonianza personale e insieme collettiva, che nasce a Roma e parla a un pubblico vasto.

Il progetto cinematografico

Prodotto da No Name Entertainment e Alea Film con Rai Cinema, in collaborazione con Sky e con Chiarafama, «In un battito» è costruito come un viaggio intimo, in prima persona, dove la telecamera segue Bove nell’arco dei mesi successivi al malore. Il racconto alterna i momenti di smarrimento e le tappe della ripresa, esplorando paure, dubbi e nuove consapevolezze, fino al ritorno in campo in Inghilterra con il Watford. Il risultato è un ritratto sobrio e ravvicinato, che evita l’enfasi e affida alla quotidianità la forza del messaggio.

La testimonianza di Bove

Il cuore del film è la voce del protagonista, che sceglie di condividere anche gli aspetti più privati del percorso, con la famiglia sempre al fianco. Così le sue parole.

«Questo docufilm nasce dalla volontà di dare un senso a quello che mi è successo e di trasformare un’esperienza personale in un messaggio che possa essere utile agli altri - ha commentato lo stesso Bove -. Non ho intrapreso questo percorso pensando di restituire la storia di un calciatore. E forse neanche la storia di un calciatore che è tornato in campo. Piuttosto, ho condiviso un percorso che ho fatto dentro di me e che continua ancora oggi. Non è stato semplice far entrare le telecamere nella mia vita e raccontare aspetti così personali, ma alla fine ha prevalso la convinzione che ne valesse la pena per l’utilità sociale di questo progetto. Il messaggio che vorrei arrivasse a chi lo guarderà e a chi sta vivendo un momento di difficoltà è quello di non sentirsi solo e trovare la forza per andare avanti”.

Dalla paura alla ripartenza

Il film ripercorre l’istante che cambia tutto e, subito dopo, la traiettoria imprevedibile dei giorni seguenti: gli accertamenti, l’attesa, l’altalena emotiva, l’esigenza di riorganizzare il proprio presente. In questo passaggio, «In un battito» sceglie una messa in scena essenziale, lasciando spazio agli sguardi, ai silenzi, a una narrazione autentica che non cerca scorciatoie. Il ritorno in campo con il Watford non è presentato come un traguardo definitivo, ma come una tappa di un cammino ancora in corso, segnato da cautela, determinazione e ascolto di sé.

Roma al centro del racconto

La radice del progetto è profondamente legata a Roma, dove Bove è cresciuto calcisticamente e dove il film trova la sua prima platea con l’anteprima alla Festa del Cinema di Roma. Il legame con il territorio emerge senza retorica: la città fa da sfondo ideale a una storia che unisce sport e vita quotidiana, e che nella rassegna capitolina trova il contesto più naturale per un confronto con il pubblico locale, tra appassionati e famiglie.

Un messaggio di utilità sociale

La cifra distintiva dell’opera è la sua finalità dichiarata: mettere in circolo un messaggio utile, capace di fare compagnia a chi sta attraversando un momento complesso. La prospettiva è sobria, rivolta alla consapevolezza più che alla spettacolarizzazione, e affronta temi universali come la fragilità, la cura, la pazienza necessaria per accettare i tempi della guarigione. In questa cornice, la presenza costante della famiglia e della rete di affetti assume un ruolo narrativo e insieme civile, in linea con l’“utilità sociale” evocata da Bove.

In sala a novembre

Dopo l’anteprima nella sezione Special Screening della Festa del Cinema di Roma, «In un battito» arriverà nelle sale a novembre. La distribuzione in sala conferma la volontà dei produttori di estendere il raggio d’azione del film, favorendo un incontro diretto con il pubblico e ampliando la discussione su temi che travalicano lo sport. La combinazione tra il percorso festivaliero romano e l’uscita cinematografica punta a dare continuità alla riflessione, facendo della storia di Bove un’occasione di ascolto e condivisione.

Con uno sguardo sempre ravvicinato e rispettoso, il lavoro firmato da Giovanni Troilo racconta senza sovraccarichi il passaggio dall’emergenza alla quotidianità, restituendo la dimensione reale di una ripartenza. È qui che «In un battito» trova il proprio equilibrio: nella misura del racconto, nella cura delle immagini e nella scelta di mettere al centro la persona, prima ancora dell’atleta.