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Impianto biomasse Roma Est: Tar decide su stop

Impianto biomasse Roma Est: Tar decide su stop

Rifiuti

Impianto a biomasse a Roma est, il Tar decide sullo stop alla costruzione dell'ecomostro. Mercoledì 16 luglio si terrà l'udienza davanti ai giudici amministrativi dopo il ricorso presentato da comitati di quartiere e Konsumer Italia.

Impianto biomasse Roma Est: Tar decide

I cittadini auspicano che il Tar del Lazio che domani, mercoledì 16 luglio, si esprimerà sui ricorsi per fermare l’impianto a biomasse di Roma est. Un’opera, realizzata da privati, che dovrebbe sorgere tra Colle Monfortani e Colle Prenestino. Il ricorso, supportato da Konsumer Italia, le associazione del territorio e sostenuto dal consiglio del VI municipio, punta ad annullare gli atti che hanno dato il via libera al progetto.

ìL’impianto per la produzione di biogas dal trattamento di rifiuti agro-alimentari dovrebbe esser costruito su via Prenestina 1280 e, una volta a regime, e trattare 75 mila tonnellate di rifiuti l’anno. Occuperebbe un’area vasta 41.300 metri quadri di cui 15.800 per piazzali ed aree di manovra, 3.100 aree verdi, 260 metri quadri di palazzine destinate ad uffici e servizi, 3.050 aree tecniche, 1.900 per la biofiltrazione e trattamento dell’aria, 13.250 metri quadri per il capannone di lavorazione.

L’impianto in oggetto è stato autorizzato ad un privato dagli uffici competenti della Città metropolitana e dalla direzione regionale Ambientei atti tecnici, non politici, arrivati dopo che l’Agricola Salone, che vuole realizzare l’opera, aveva ottemperato alle prescrizioni avanzate dal Tar. L’impianto era stato già oggetto di ricorso, tanto che la passata procedura era stata bocciata perchè l'opera era stata giudicata "incompatibile con l'ambiente". Il costruttore ha modificato i progetti seguendo le indicazioni dei giudici amministrativi ottenendo, lo scorso anno, le autorizzazioni del caso.

Per questo, molti cittadini del versante Prenestino-Collatino, affiancati dall'associazione per la tutela della salute e dell'ambiente "Konsumer Italia", hanno presentato di nuovo ricorso al Tar del Lazio per richiedere l'annullamento delle autorizzazioni concesse nel 2024.