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Impianto biomasse di Roma Est: il TAR nega ricorso: si farà

Impianto biomasse di Roma Est: il TAR nega ricorso: si farà

tar del lazio

Impianto a biomasse di Roma est, il Tar ha responto il ricorso: "l'eco mostro" si farà. I giudici amministrativi hanno respinto il ricorso presentato dall'associazione Konsumer Italia per stoppare la realizzazione dello stabilimento per il trattamento dei rifiuti tra Colle Monfortani e Colle Prenestino.

Impianto biomasse di Roma Est: il TAR nega ricorso

L’impianto a biomasse di Roma est verrà realizzato. Il Tar del Lazio ha respinto il ricorso presentato dall’associazione Konsumer Italia per bloccare la realizzazione dell’opera che dovrebbe sorgere lungo la via Presentina, tra Colle Monfortani e Colle Prenestino. Per i giudici amministrativi il ricorso presentava una serie di vizi formali e, pertanto, non è stato accolto.

Nel 2021, l’impianto per la produzione di biogas dal trattamento di rifiuti agro-alimentari era stato fermato in quanto supposto come “incompatibile con l’ambiente”. I privati che intendono realizzare l’opera avevano fatto ricorso e modificato il progetto seguendo le indicazioni dei giudici.

Lo scorso anno gli uffici della Regione Lazio hanno dato il via libera alla costruzione allo stabilimento che tratterà 75 mila tonnellate di rifiuti l’anno su un’area vasta 41.300 metri quadri. I cittadini e i comitati di zona si sono quindi organizzati e, aiutati dalla Konsumer Italia, avevano scelto di presentare ricorso al Tar. Dopo l’udienza di mercoledì 16 luglio, i giudici hanno respinto le contestazioni avanzate.

Secondo i giudici, il ricorso per contestare la valutazione di impatto ambientale è stato tardivo. E per quanto riguarda le competenze di Gualtieri, i giudici hanno evidenziato come i poteri del commissario siano eccezionali e limitati solo agli impianti di trattamento rifiuti che egli ha ritenuto "essenziali" nel suo piano. Poiché l'impianto in questione non rientrava in tale piano, la competenza rimaneva delle autorità ordinarie. Un nodo importante era riferito alla destinazione urbanistica. L'impianto, pur sorgendo nell'Agro Romano, è stato ritenuto legittimo perché l'approvazione dell'autorizzazione integrata ambientale (A.I.A.) da parte della Regione Lazio ha determinato un cambio automatico della destinazione urbanistica dell'area da "Agro Romano" a "Infrastrutture tecnologiche".