L'università Sapienza si costituirà parte civile nel processo penale sul femminicidio di Ilaria Sula, la studentessa uccisa dall'ex fidanzato lo scorso 26 marzo. Lo hanno deciso il Senato accademico e il Consiglio di amministrazione dell'ateneo, riuniti oggi in convocazione straordinaria. Una seduta per fare il punto sulle azioni messe in campo dall’università per prevenire e contrastare tutte le forme di violenza, superando stereotipi e pregiudizi legati al genere.
Ilaria Sula, la Sapienza parte civile nel processo penale sul femminicidio della studentessa
All’indomani della tragica morte di Ilaria Sula, la rettrice Antonella Polimeni aveva convocato la riunione collegiale degli organi di governo per ribadire l’impegno dell’ateneo sul tema e realizzare ulteriori interventi affinché l’università sia sempre più un luogo sicuro.
Dove tutte le persone che studiano e lavorano siano e si sentano al sicuro e protette, anche di segnalare eventuali episodi di discriminazione o violenza. Oggi gli organi di governo hanno approvato la costituzione di parte civile dell'ateneo nel processo penale sul femminicidio di Ilaria Sula.
Potenziate le azioni per il contrasto alla violenza di genere
Dal Centro antiviolenza alla Consigliera di fiducia, dalle attività di counseling psicologico alle carriere alias, dai percorsi formativi come “la cassetta degli attrezzi contro la violenza di genere” agli organi di segnalazione, come i Garanti delle Studentesse e degli Studenti, diverse sono le figure e le iniziative previste dalla Sapienza per favorire le segnalazioni e l’adozione delle misure di cui l’Ateneo si è dotato nel corso di questi ultimi anni per favorire l’inclusione e contrastare discriminazioni e molestie.
Sapienza ha inserito queste policy in un quadro organico e strutturato all’interno del proprio Gender Equality Plan. Contestualmente alla presentazione del Gep 2025-2027, Sapienza ha proposto per l’approvazione l’Equity plan che introduce ulteriori 16 azioni; tra queste, indagini sistematiche per l’analisi dei fenomeni di discriminazione, abuso e molestie in Ateneo.
Sondaggio sulle molestie in ambito accademico
Il primo sondaggio è stato effettuato per valutare l’esperienza personale in materia di discriminazioni, con riferimento in particolare alla disabilità, al genere, all’orientamento sessuale, all’identità di genere, alla religione, alla provenienza etnica, all’accesso alla tecnologia e allo status socioeconomico.
Il secondo, sul tema specifico delle molestie in ambito accademico, verrà proposto nei prossimi giorni all’interno di un percorso interuniversitario che coinvolge altri 4 atenei italiani. L’indagine, già approvata dai Comitati Etici, servirà a rilevare l’entità e la diffusione del fenomeno, permettendo anche di individuare le modalità in cui vengono lette le condotte di molestia e se queste sono denunciate agli organi preposti.