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Ilaria Cucchi-Mandolini, botta e risposta sui social

Ilaria Cucchi-Mandolini, botta e risposta sui social

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Per Roberto Mandolini “è la fine di un incubo”. Per Ilaria Cucchi è una macchia alla divisa che l’uomo indossa. A 24 ore dalla sentenza con cui la Cassazione ha dichiarato prescritto il reato di falso per i carabinieri Roberto Mandolini e Francesco Tedesco, non si placa la polemica sul verdetto. Mandolini, condannato a 3 anni e 6 mesi è stato salvato dalla prescrizione. "Finisce un incubo durato quasi 10 anni. Non ho mai tradito il giuramento fatto davanti alla Bandiera e non ho mai venduto i miei Alamari e mai lo farò", scrive su Facebook ringraziando i suoi avvocati che “hanno lavorato incessantemente tutti questi anni per dimostrare la mia totale innocenza”. Contrattacca la senatrice e sorella del ragazzo ucciso nel 2009 mentre era nelle mani dello Stato: “Mandolini è riuscito a ottenere la prescrizione. Riconosciuto colpevole, non sconterà la pena che gli sarebbe spettata. È stata una battaglia lunga: 14 anni di processi, 16 gradi giudizio, più di 160 udienze. La verità è stata accertata, ma le pene non sono arrivate: “I miei genitori in questo e di questo calvario si sono ammalati. Mia madre è morta l'anno scorso, mio padre lotta contro una malattia neurodegenerativa. Mandolini oggi sorride, sostenendo sui social che non sarei degna della carica che ricopro - scrive la senatrice di Alleanza Verdi-Sinistra - Oggi, lui sicuramente non lo è. Per questo chiedo che l'Arma gli tolga la divisa". La richiesta è stata fatta.