Il Frosinone conquista la promozione in Serie A, la terza della sua storia dopo quelle delle stagioni 2014/15 e 2017/18. Un trionfo netto, meritato, figlio di una stagione al limite della perfezione. Non è mancato nulla alla squadra di Grosso, a partite dalla capacità del suo allenatore di guidare un gruppo solido e talentuoso, che dal prossimo anno dovrà misurarsi con la Serie A.
Fabio Grosso, in conferenza stampa, ha raccontato la gioia per un traguardo così prestigioso: “È stata una giornata lunga oggi. Ci sono state tante emozioni, la paura poteva essere quella di aver sprecato tante energie. I ragazzi sono stato bravi a fare una grande gara. Voglio dire grazie alle persone che ho attorno a me: Stefano Morrone, Gianluca Capogna, Francesco Vaccariello, Lello Senatore, Vittorio Carello e Mauro Carretta. Insieme, so con quanta passione, dedizione e coraggio abbiamo iniziato il percorso”.
Ha aggiunto Grosso: “E quanta energia e voglio abbiamo messo all’interno di questo percorso. Ringrazio tutte queste persone che hanno aiutato i ragazzi ad esprimersi al meglio, Ringrazio i giocatori, sono stati uomini speciali. Ringrazio il direttore Angelozzi, lui mi ha sempre dispensato elogi, lui sa quanta stima ho nei suoi confronti e quanto sono stato orgoglioso di tornare a lavorare con lui. Una persona con tantissime qualità. E poi in una giornata così bella vogliamo dare questa gioia, in un momento difficile per lui, al presidente Stirpe. Una persona speciale per noi tutti. Ci ha permesso di raggiungere questo traguardo insperato. Spero di non essermi dimenticato nessuno. Abbiamo fatto qualcosa di bello”.
Ha concluso Grosso: “L’abbiamo detto tante volte. Lo scorso anno avete visto qui tanti ragazzi, il campionato fu affrontato alla stessa maniera, valorizzando tanti giovani. Avevamo fatto un bel lavoro, 58 punti al termine della stagione. A me non piace guardare quello che accade alla fine ma anche quello che accade durante. E quando analizzi bene il durante, la fine può essere determinata da un pallone che entra o esce di un centimetro. E se quella differenza determina tutti i giudizi di un anno di lavoro, ovviamente può capitare. Ma io per quello ho ringraziato le persone in precedenza. Perché qui non è capitato, qui siamo stati bene e ci godiamo questa giornata stupenda”.
G.