Si entra in sala, si spengono le luci e da quel momento ci si dimentica della quotidianità, dei problemi e del caldo di questi giorni immergendosi in una storia, in un personaggio. È il potere del cinema, che per i romani, appassionati e non, riserva una sorpresa speciale: per la XXX edizione, Cannes a Roma Mon Amour è una rassegna realizzata da ANEC Lazio e Circuito Cinema che porta nella Capitale – in anteprima e in versione originale con sottotitoli in italiano – una selezione esclusiva di titoli direttamente dall’ultima edizione del Festival di Cannes, un appuntamento che va dal 7 al 13 luglio al Cinema 4Fontane.
Appassionati del cinema e non, Cannes è a Roma!
“Cannes a Roma Mon Amour rappresenta un’occasione preziosa per riaffermare il valore della sala come spazio insostituibile di visione e confronto. – dichiara Leandro Pesci, Presidente di ANEC Lazio – Offrire al pubblico la possibilità di vedere in anteprima i grandi film internazionali significa stimolare la curiosità, alimentare il dialogo interculturale e riportare l’attenzione sul Cinema come fondamentale esperienza condivisa che rafforza la crescita culturale del nostro Paese”.
La manifestazione è realizzata con il contributo di Roma Capitale – Assessorato alla Cultura, il riconoscimento della Direzione Generale Cinema e Audiovisivo del Ministero della Cultura, e il patrocinio dell’Ambasciata di Francia in Italia. Collaborano alla manifestazione la Quinzaine des Cinéastes, ANAC, Accademia di Francia a Roma – Villa Medici, con il supporto della Fondazione Cinema per Roma. E Radio Roma ne è media partner.
“Per noi è un orgoglio contribuire alla realizzazione di una delle rassegne più prestigiose della stagione cinematografica. – spiega Massimiliano Smeriglio, assessore alla cultura del Comune di Roma - Grazie ad ANEC Lazio e Circuito Cinema, Cannes a Roma Mon Amour rinnova il suo legame speciale tra Roma, capitale del cinema, e Cannes sede di uno dei festival internazionali più importanti al mondo. Proiettare in anteprima una selezione dei titoli più significativi direttamente dall’ultima edizione del Festival arricchisce ulteriormente la nostra offerta culturale e risponde al grande desiderio di partecipazione che si respira a Roma, soprattutto in queste settimane estive. Un’altra occasione per tornare a godere insieme, nelle sale come nelle arene, della magia del grande cinema”.




Ai microfoni di Radio Roma News, sono intervenuti Francesco Ranieri Martinotti, Presidente ANAC, Massimo Arcangeli, segretario generale ANEC Lazio, Andrea Occhipinti, Luckyred e Circuito Cinema e Rémi Guittet, addetto audiovisivo dell'Institut français Italia, che hanno raccontato la manifestazione con la passione di chi vede nel cinema una grande risorsa. E questa, è l’unica manifestazione italiana dove si proiettano film appena presentati sulla Croisette, in un contesto pensato per valorizzarne l’identità artistica e culturale. Il programma – ricco di titoli e temi attuali – propone opere provenienti da diverse sezioni del Festival, per un totale di 13 titoli, di cui 12 lungometraggi e 1 cortometraggio, provenienti da 11 Paesi diversi in cui Francia e Stati Uniti guidano la selezione per numero di produzioni.
Tra i film premiati si segnalano Jeunes Mères dei fratelli Dardenne, vincitore del premio per la Migliore Sceneggiatura; La Petite Dernière di Hafsia Herzi, premiato per la Migliore Interpretazione Femminile; Sirât di Oliver Laxe, insignito del Premio della Giuria.
Nel Concorso ufficiale della rassegna spiccano opere di grande forza narrativa e profondità politica, sociale ed esistenziale. Si comincia da Sirât di Oliver Laxe, un’opera che si distingue per profondità visiva ed emotiva. Dva Prokurora (Due procuratori) di Sergei Loznitsa ci trasporta nell’URSS del 1937, al culmine del Terrore stalinista. E poi Jeunes Mères (Giovani Madri) dei fratelli Dardenne affronta il tema della maternità precoce in una società che tende a isolare e stigmatizzare chi esce dai binari prestabiliti. La Petite Dernière (La più piccola) di Hafsia Herzi è invece un racconto di formazione che unisce desiderio e identità, senso di appartenenza e tensioni interiori. Con The Mastermind, Kelly Reichardt ci racconta l’America marginale degli anni ‘70, concentrandosi su un giovane disoccupato (Josh O’Connor) che pianifica il furto di alcune opere d’arte in un angolo remoto del Massachussets.
La selezione del Concorso include anche un cortometraggio di grande intensità: Nvhai (Lili) di Zhaoguang Luo e Shuhan Liao.
Nelle proiezioni speciali, trova spazio I’m Not There (Io non sono qui) di Todd Haynes, omaggio caleidoscopico e multiforme a Bob Dylan.
Fuori Concorso, Partir un jour di Amélie Bonnin racconta con grazia il ritorno forzato di una giovane chef nella provincia della sua infanzia.
Dalla sezione Un Certain Regard arriva Le città di pianura di Francesco Sossai, film italiano che si è distinto sulla Croisette per delicatezza e profondità.
La Quinzaine des Cinéastes propone opere che rivelano la vivacità del cinema europeo contemporaneo. Classe moyenne di Antony Cordier riflette sulle tensioni sociali e sulle fragilità dell’identità borghese, con ironia e precisione. Enzo di Laurent Cantet e Robin Campillo, interpretato da Pierfrancesco Favino, è un ritratto toccante di un adolescente che sfida le aspettative della sua famiglia scegliendo la strada del lavoro manuale, tra cantieri, amicizie inattese e silenzi generazionali. Con Indomptables, Thomas Ngijol firma un noir camerunense teso e asciutto, che esplora le contraddizioni morali di un ispettore di polizia alle prese con il caos della città e i fantasmi della sua coscienza. Chiude la sezione La Mort n’existe pas di Félix Dufour-Laperrière, film poetico e radicale che mescola cinema e filosofia, materia e sogno. Una riflessione visiva sulla trasformazione, sul tempo e sulla possibilità che tutto possa cambiare forma, anche ciò che credevamo immutabile.

