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“Il bosco si può spostare”: Roma, svolta per lo Stadio

“Il bosco si può spostare”: Roma, svolta per lo Stadio

stadio della roma

Lo Stadio della Roma resta una delle opere più attese e discusse degli ultimi decenni. Un sogno che accompagna generazioni di tifosi giallorossi, un progetto che ha cambiato forma, posizione e protagonisti, ma che continua a rappresentare una delle grandi sfide del futuro sportivo e urbano della Capitale.

“Il bosco si può spostare”

Dopo anni di ipotesi, rinvii e versioni differenti, il nuovo impianto sembra finalmente vicino a diventare realtà. Il progetto per lo Stadio a Pietralata, promosso dalla società giallorossa e sostenuto dal Comune di Roma, procede nei suoi iter amministrativi, con l’obiettivo di arrivare all’apertura dei cantieri entro i prossimi anni. L’obiettivo è ambizioso: regalare alla città uno stadio moderno, sostenibile e di proprietà del club, in linea con gli standard internazionali.

Lo stadio dovrebbe sorgere in un’area strategica, ben collegata con la metropolitana e con il sistema viario, e avrà una capienza di circa 55.000 posti, oltre a spazi commerciali, aree verdi e strutture dedicate alla comunità. Il progetto, definito “green”, punta a ridurre l’impatto ambientale grazie a tecnologie di ultima generazione e soluzioni energetiche sostenibili.

Per i tifosi della Roma, si tratterebbe di una rivoluzione storica: dire addio allo Stadio Olimpico, condiviso per decenni con la Lazio, e finalmente avere una “casa propria”, simbolo di identità e appartenenza. Non mancano però le polemiche: questioni legate all’ambiente, alla viabilità e ai costi restano temi centrali nel dibattito pubblico.

Eppure, dopo anni di promesse e delusioni, il sogno sembra più concreto che mai. Lo Stadio della Roma non è solo un progetto sportivo, ma un segno di rinascita urbana e di orgoglio cittadino. I tifosi lo aspettano da decenni: ora sperano che, finalmente, il sogno diventi realtà.

Un altro passo avanti verso la realizzazione dello stadio della Roma a Pietralata è giunto: è stata depositata la relazione di Mauro Uniformi, presidente dell'Ordine nazionale dei dottori agronomi e dei dottori forestali. Il documento riconosce l'esistenza del bosco per un totale di 3,47 ettari, ma lo definisce «di scarso valore vegetazionale e naturalistico in quanto derivante da un ex colti-vo/frutteto».

Come chiarisce l'assessora all'Ambiente Sabrina Alfonsi, l'eliminazione del bosco «potrà essere compensata con la messa a dimora di piante di maggiore pregio e qualità»