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I TIR marceranno su Roma: rischio paralisi per la città

I TIR marceranno su Roma: rischio paralisi per la città

TIR IN PROTESTA

I TIR marciano su Roma: rischio paralisi per la città. Seguono, letteralmente a ruota, i trattori ecco i tir. Si sposteranno su Roma per paralizzare la città. La protesta si svolgerà lunedì 17 febbraio con i camionisti che puntano a raggiungere il ministero dei Trasporti.

I TIR marciano su Roma: quali sono i motivi

La Capitale si prepara a vivere una nuova “protesta dei trattori” ma con un'altra categoria di mezzi pesanti. Lunedì 17 febbraio un esercito di tir si sposterà lungo le vie della città su iniziativa dell’associazione Trasportounito che, lo scorso 2 dicembre, paralizzò Napoli con una marcia di 45 mezzi.

L’itinerario della protesta non è stato ancora chiarito. L’associazione, con il segretario generale, Maurizio Longo, ne discuterà martedì prossimo con la questura di Roma per stabilire le modalità. I tir pare viaggeranno lungo il Grande raccordo anulare ed altre strade di Roma. L’intenzione è quella di portare i mezzi fin sotto il Mit.

I camionisti si ritroveranno alle 8 alle porte di Roma, in un luogo non indicato, al momento, per poi far partire la marcia, intorno alle 9:30, verso la Capitale. La protesta, afferma l’associazione Trasportounito in una nota, è rivolta contro il “ministro dei Trasporti e la totale assenza di strategie e politiche, nonché l’indifferenza inspiegabile nei confronti di un settore, quello dell’autotrasporto, che tutt’oggi e per decenni a venire, muove più dell’80% delle merci”.

Lo scopo è “accendere i riflettori sulla totale e assoluta sottovalutazione delle problematiche che affliggono il mondo dell’autotrasporto italiano – spiega l’associazione - totalmente emarginato dalle priorità del Governo ed emarginato dai tavoli in cui si definiscono le scelte che riguardano la politica dei trasporti, con la sola “occasionale” eccezione del problema relativo ai transiti del Brennero”.

“In un anno, ovvero nel corso dell’intero 2024 – dice il segretario generale dell’associazione Trasportounito, Maurizio Longo – il ministro dei Trasporti si è degnato solo due volte di incontrarci e i contenuti delle riunioni, del tutto insignificanti, hanno confermato non solo l’assoluta mancanza di interesse e di partecipazione, ma anche la totale ignoranza della magnitudo dei problemi che potrebbero sfociare in un collasso della mobilità delle merci nel nostro Paese”.

“Di fronte a una controparte che forse segna il picco più basso nella gestione dei trasporti nella storia del nostro Paese – prosegue Longo - si penalizzano le aziende italiane di autotrasporto mettendole in condizioni di operare senza regole, con il tracollo dei livelli di sicurezza stradale, il tutto correlato da una carenza ormai cronica di conducenti, sommato a un deterioramento delle condizioni delle infrastrutture stradali, e determinando un’emergenza Paese alla quale non si doveva arrivare”.