L’Associazione CURAA – Cittadini Uniti per Roma i suoi Alberi e i suoi Abitanti ha depositato un Atto di Opposizione contro la richiesta di archiviazione presentata dalla Procura di Roma nell’ambito dell’indagine sull’abbattimento dei cipressi del cosiddetto “Bosco Sacro” al Mausoleo di Augusto. Al centro del procedimento figura la ricostruzione delle perizie e dell’iter tecnico-amministrativo che hanno preceduto l’eliminazione degli alberi, un passaggio che l’associazione ritiene non adeguatamente chiarito negli atti finora disponibili.
Il nodo principale sollevato da CURAA
L’associazione fa riferimento alle valutazioni sullo stato dei 78 cipressi presenti nell’area. Secondo la documentazione agli atti, la relazione del CNR avrebbe individuato soltanto dieci esemplari come bisognosi di abbattimento, prevedendo per gli altri interventi di conservazione. Di qui la domanda, riproposta con forza nell’opposizione e già divenuta simbolo della vertenza: “Perché furono abbattuti 68 cipressi se il CNR ne indicava solo 10 da abbattere?”
La “Relazione tecnica” contestata
Nel ricorso, CURAA segnala l’esistenza di una “Relazione tecnica” che, a differenza della perizia del CNR, prospetterebbe un quadro diverso. L’associazione osserva che tale documento non risulterebbe negli atti ufficiali originari e che apparirebbe privo dei requisiti necessari per essere considerato titolo valido. Viene inoltre evidenziato come la relazione sarebbe emersa solo in una fase successiva agli abbattimenti, presumibilmente in occasione dell’escussione di alcuni responsabili della Sovrintendenza Capitolina e della Soprintendenza Speciale, senza che ve ne fosse traccia nelle conferenze dei servizi e nel testo ufficiale della relazione tecnica diffusa dal Comune di Roma. Per l’associazione, tale circostanza renderebbe ancora più opachi i passaggi istruttori che hanno condotto alla decisione.
Le parole dei denuncianti
Nel presentare l’opposizione, i due denuncianti e testimoni oculari ricordano la risonanza internazionale che ha assunto la vicenda. «Un’indagine complessa su fatti che hanno destato l’indignazione di una grande moltitudine di cittadine e cittadini in tutto il mondo, non solo romani. La querelle ha varcato i confini patrii, occupando anche la stampa estera. Con fiducia e rispetto vogliamo che l’indagine prosegua perché riteniamo profilarsi ulteriori reati. Non dimentichiamo che grazie alla mobilitazione della società civile e poi delle istituzioni ci sono ancora 10 cipressi originali in piedi che secondo autorevoli pareri agli atti devono essere conservati, mentre peraltro i pochi e nuovi cipressi messi in «sostituzione» sono già visibilmente in sofferenza.» Così dichiarano Jacopa Stinchelli, presidente di CURAA, e Lorenzo Di Paola, che riferiscono di essere a conoscenza diretta di ulteriori elementi non ancora acquisiti dal Pubblico Ministero.
I chiarimenti richiesti alla Procura
Con l’Atto di Opposizione, CURAA chiede di chiarire in modo puntuale origine, data e ruolo della relazione tecnica finora ritenuta a fondamento della richiesta di archiviazione. L’associazione sollecita la ricostruzione integrale dell’iter tecnico e amministrativo che portò all’abbattimento dei cipressi, evidenziando l’esigenza di verificare eventuali omissioni. L’obiettivo dichiarato è garantire un accertamento completo dei fatti e la massima trasparenza su tutti i passaggi decisionali che hanno interessato il Mausoleo di Augusto, bene di primaria rilevanza storica per Roma.
In una nota, l’associazione rimarca il metodo richiesto per la prosecuzione dell’indagine. “Non chiediamo una verità precostituita – sottolinea CURAA – ma che tutte le carte vengano esaminate e messe a confronto prima dell’archiviazione. Quando una decisione irreversibile riguarda un bene di straordinario valore storico ed ecosistemico, ogni elemento tecnico deve essere verificato con la massima trasparenza”.
Il valore storico del “Bosco Sacro”
Secondo quanto ricostruito nei documenti citati dall’associazione, i cipressi rimandano alla sistemazione monumentale curata dall’architetto Antonio Muñoz negli anni Trenta, quando la componente arborea venne concepita come parte integrante della tutela del complesso. Disegni e carteggi dell’epoca avvalorano la funzione protettiva dell’apparato vegetale a ridosso del monumento, come evidenziato da una comunicazione di Muñoz del 29 luglio 1938, che reca l’oggetto “Mausoleo di Augusto. Piantagioni di cipressi”.
La rilevanza storica della sistemazione arborea, sottolinea CURAA, risulta documentata anche negli archivi cittadini. I progetti originali di Muñoz sarebbero conservati presso il Museo di Roma – Palazzo Braschi, nel Gabinetto Comunale delle Stampe (inv. M.R. 42.277 e M.R. 42.278). In tali materiali la componente vegetale dei cipressi è parte delle ricostruzioni storiche rielaborate nel Novecento e, per questo motivo, considerata storicizzata e non modificabile senza adeguata istruttoria e motivazione.
Impatto sul monumento e tutela del paesaggio storico
Tra le preoccupazioni espresse dai denuncianti vi è anche l’effetto dell’assenza della barriera verde sull’esposizione del manufatto. «ora che la barriera dei cipressi non c’è più il rudere è più esposto a intemperie, agenti inquinanti e deleteri». In questa prospettiva, sostengono i promotori dell’opposizione, la tutela del Mausoleo non riguarda soltanto le strutture archeologiche, ma si estende al paesaggio storico e alla componente vegetale che, nel tempo, ha contribuito a proteggere e valorizzare il sito.
Curaa annuncia che continuerà a promuovere piena trasparenza e una completa ricostruzione dei fatti a tutela del patrimonio storico di Roma e del Lazio. L’associazione ribadisce la necessità di un confronto pubblico e documentale accurato prima di ogni decisione definitiva, alla luce della sensibilità collettiva suscitata dal caso e del valore identitario del Mausoleo di Augusto.