Da San Giovanni a Ostia per vedere il mare e magari rasserenarsi. Far sparire quell'elicottero che incombe, nella testa, come il chip militare che dice di avere impiantato. Manie di persecuzione che il 24enne fermato in seguito agli incendi appiccati negli stabilimenti del litorale di Roma ha raccontato agli inquirenti. Ancora da stabilire se si tratti di vero delirio o no. Non si può escludere del tutto che sia stata una messa in scena per nascondere le motivazioni e magari anche per tutelare qualcuno. Magari un mandante.
La confessione: "Ho fatto tutto da solo"
Un soggetto fragile che potrebbe essere stato manipolato? Dubbi che verranno sciolti grazie alla perizia psichiatrica disposta dopo il colloquio con il pm Stefano Opilio, nel quale il 24enne ha confessato di essere l’autore dei roghi spiegando di averli appiccati “per tristezza, per frustrazione” e di aver fatto tutto da solo. Non solo gli incendi di mercoledì notte, sei in fila, ma anche le cabine distrutte dal fuoco lunedì scorso al Belsito e alle Dune. Sarebbero tutti partiti dalla stessa mano.
"Ho un chip nelle testa", indagini su incendi Ostia e contatti del piromane
Il ragazzo avrebbe raccontato di aver girato per tre giorni sul litorale, trovando riparo negli androni dei palazzi, luoghi di fortuna, diversi notte dopo notte. Lontano da San Giovanni e da un contesto familiare difficile, il 24enne avrebbe preso la strada per arrivare al mare e lì tra le cabine avrebbe appiccato il fuoco, con un accendino e oggetti recuperati sul posto come buste di plastica, pezzi di legno e bombolette spray.
Il ragazzo avrebbe detto di sentirsi braccato, inseguito da un elicottero fantasma e di avere un microchip militare impiantato nella testa. Poi avrebbe spiegato di aver dato fuoco alle cabine perché si trovava lì. Un modo per reagire alle manie di persecuzione. Forse, ma non si esclude che qualcuno possa averlo spinto a farlo. Si cercano quindi possibili contatti ma, riporta il Corriere della Sera, al momento non sarebbero emersi rapporti con la criminalità.
Le concessioni balneari a bando
È difficile infatti non correlare il quadro degli incendi multipli di soli tre giorni negli stabilimenti di Ostia, con la questione concessioni balneari. Proprio mercoledì infatti la sentenza del Consiglio di Stato ha dato ragione al Campidoglio sulla cosiddetta "gara ponte" già sospesa dal Tar del Lazio dopo il ricorso dei balneari.
Gualtieri: "Avanti nella trasparenza e nella legalità"
E sulla questione incendi Ostia si è parlato giovedì al Comitato per l’ordine e la sicurezza pubblica in Prefettura. "Siamo fiduciosi che la magistratura verificherà con la massima attenzione la natura, le ragioni di questo incendio che ha dato fuoco ad alcune cabine e pattini in cinque stabilimenti" ha detto il sindaco Gualtieri aggiungendo poi in merito ai bandi che "tutto questo non ha nessuna influenza perché noi andremo avanti nella trasparenza e nella legalità".
"Non sappiamo e non siamo nelle condizioni di dire - ha detto ancora Gualtieri - se l’incendio sia stato fatto per inibire i bandi, per reagire o semplicemente da parte di uno squilibrato: c’è un’indagine e siamo assolutamente fiduciosi che la magistratura indagherà con il massimo rigore”.