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Helsinki-Roma, Mourinho: "Se perdiamo siamo fuori"

Dentro o fuori, la Roma non può più sbagliare. Ogni partita in campo europeo, ora, rischia di farsi decisiva. Già stasera, contro l’Helsinki, i giallorossi perdendo direbbero quasi definitivamente addio alla possibilità di passare il turno di Europa League. Una vittoria lancerebbe invece la squadra di Mourinho verso il secondo posto in classifica.

L’allenatore portoghese, in conferenza stampa, ha difeso le ultime prestazioni della sua squadra, anche quella con il Napoli, che a livello offensivo ha offerto poco: “Se contro il Napoli non abbiamo creato 10 opportunità, contro l’Atalanta ne abbiamo creato 15. La manovra è positiva, a livello di esterni possiamo dire che per gli infortuni non abbiamo mai giocato 3/4 volte di fila con gli stessi esterni”.

E ha aggiunto: “Celik è infortunato da un mese, Spinazzola fa ancora un po' di fatica. Ma a livello di manovra, nel calcio i numeri obiettivi sono i numeri di gol che la squadra segna e fa. Fino ad ora abbiamo segnato poco per quello che giochiamo”.

Sulla differenza di ranking tra Roma e Helsinki e sula campo in sintetico Mourinho ha detto: “Non mi interessa il ranking, per niente. Mi interessa quello che succede in campo, contro loro non ho sentito questa differenza. Il ranking è come le statistiche della partita: una squadra che ha fatto 5 azioni pericolose ma non ha tirato, nella statistica sembra che la squadra non abbia creato. Gli unici numeri che non si possono smentire sono quando una squadra segna o non segna. Le altre statistiche si possono interpretare nel modo in cui ognuno vuole. Per me l’Helsinki è una buona squadra”.

Ha aggiunto Mou: “Chi è abituato ad allenare ogni giorno in questo campo, ovviamente ha un vantaggio, io penso che per questa ragione con un bellissimo stadio a fianco non si gioca. Lo sponsor? E’ una buona scusa. Potevano dire: “giochiamo qui in campionato, poi in Europa..” ma ci sta, è anche una responsabilità della Uefa. La verità è che l’anno scorso due volte abbiamo giocato in sintetico, due sconfitte, una pesantemente storica. Ma c’è stata la partita della verità, nel quarto di finale quando abbiamo ammazzato il Bodo all’Olimpico. Domani non abbiamo un’altra opportunità, e non c’è partita all’Olimpico che abbiamo già fatto. Per questo è molto chiaro: se perdiamo siamo fuori. Per questo non sono venuto alla conferenza per parlare del campo perchè non c’è da piangere. Dobbiamo giocare e vincere”, ha concluso.

G.