Un’indagine avviata per contrastare la dispersione scolastica ha condotto a una misura restrittiva nei confronti di un 37enne. Il 22 maggio 2026, su delega della Procura di Tivoli, gli agenti del Commissariato di P.S. di Tivoli-Guidonia e della Sezione di Polizia Giudiziaria hanno eseguito un’ordinanza di custodia cautelare ai domiciliari, con braccialetto elettronico, a carico dell’uomo, gravemente indiziato di atti sessuali con minore di 14 anni e detenzione di materiale pedopornografico.
Indagine nata da una segnalazione scolastica
Il procedimento ha preso forma nel febbraio 2025, quando una segnalazione per evasione scolastica relativa ad alcuni minori del territorio tiburtino ha portato a un accesso domiciliare con il supporto dei servizi sociali. All’interno dell’abitazione è emerso un quadro di forte degrado e fragilità. In quel contesto è stata rilevata l’assenza della figlia maggiore della coppia, una dodicenne; i familiari hanno riferito che la minore trascorreva lunghi periodi con un conoscente di famiglia che lei chiamava “zio”.
Il rintraccio a Guidonia Montecelio e il primo arresto
Le verifiche hanno indirizzato gli inquirenti verso un monolocale a Guidonia Montecelio, locato all’indagato, dove la minore è stata rintracciata. Durante la perquisizione sono stati trovati 90 involucri di cocaina, materiale per il confezionamento, più telefoni cellulari e schede, oltre 3.000 euro in contanti. In quella circostanza l’uomo era stato arrestato in flagranza per detenzione di stupefacenti ai fini di spaccio.
I riscontri digitali e la misura del gip
Le attività successive, affiancate dalle relazioni dei servizi sociali e della struttura che ha accolto la dodicenne, hanno delineato un rapporto di dipendenza affettiva e psicologica. Il passaggio decisivo è arrivato dall’analisi dei dispositivi sequestrati: sono stati rinvenuti numerosi file a contenuto pedopornografico, elemento che ha corroborato il quadro accusatorio. Sulla base degli atti della Polizia di Stato, il gip del Tribunale di Tivoli ha disposto gli arresti domiciliari con dispositivo elettronico. L’indagato è ora a disposizione dell’Autorità giudiziaria per il prosieguo dell’iter processuale.