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Guerra, Prc: "Sabato in piazza con 'No Kings', da Londra a Minneapolis contro il baratro nucleare"

Guerra, Prc: "Sabato in piazza con 'No Kings', da Londra a Minneapolis contro il baratro nucleare"

corteo

"Le nostre classi dirigenti ci stanno portando dritti in un baratro: il rischio di una guerra nucleare non è più un'ipotesi remota ma una tragica possibilità accettata cinicamente in nome delle politiche guerrafondaie. Sabato 28 marzo saremo in piazza a Roma con il percorso 'No Kings', rivendicando la nostra partecipazione attiva a una mobilitazione di portata globale che vedrà, nelle stesse ore, scendere in piazza centinaia di migliaia di persone a Londra, Minneapolis e in numerose altre città degli Stati Uniti e d'Europa".

Lo dichiara in una nota Giovanni Barbera, segretario romano e membro della Direzione nazionale di Rifondazione Comunista.
Secondo Barbera, la sincronia internazionale della protesta dimostra che "i nodi del modello neoliberista stanno venendo al pettine ovunque, producendo un impoverimento sistematico dei cittadini. Esiste un unico sentire transnazionale che unisce le città di Roma a quelle americane ed europee: l'economia bellica è il paravento dietro cui si nascondono tagli drammatici a sanità, istruzione e welfare, dirottando miliardi verso il riarmo mentre le popolazioni vengono abbandonate a se stesse".

L'esponente del PRC punta il dito sulla gestione del dissenso a livello globale: "La militarizzazione della società interna, attraverso i nuovi 'pacchetti sicurezza' in Italia e norme sempre più liberticide in tutto l'Occidente, serve a silenziare chiunque si opponga a questo declino. È in atto una restrizione degli spazi democratici che accomuna l'Europa agli Stati Uniti, con l'obiettivo di trasformare le società civili in strutture gerarchiche asservite alla logica del conflitto permanente e della produzione di morte".

"La nostra presenza nel percorso 'No Kings' – conclude Barbera – punta a costruire un'alternativa reale fondata sulla pace, sulla giustizia sociale e sulla democrazia reale. Non è più tempo di sole testimonianze: serve una mobilitazione popolare di massa e internazionalista per fermare la follia bellicista e la compressione delle libertà civili, restituendo dignità ai territori e ai cittadini schiacciati da scelte governative che minacciano il futuro stesso dell'umanità".

Max