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Guerra, il 27 e 28 mobilitazione internazionale: "L'asse Usa-Israele trascina il mondo nel baratro "

Guerra, il 27 e 28 mobilitazione internazionale: "L'asse Usa-Israele trascina il mondo nel baratro "

iran

"Bisogna squarciare il velo di ipocrisia sulla strategia criminale portata avanti dagli Stati Uniti, da Israele e dai loro zerbini europei. Questa escalation bellica non è altro che la risposta violenta e disperata alla irreversibile crisi di egemonia degli USA a livello globale. Nel tentativo di mantenere un dominio che vacilla, hanno deciso di puntare all’annientamento sistematico di tutto ciò che si oppone alle loro politiche di morte e sfruttamento, trascinando il mondo verso l'abisso. In questa scacchiera di sangue l’Italia rischia di pagare il prezzo più alto: siamo un Paese occupato da centinaia di basi NATO che, se concesse per colpire la resistenza dell'Iran, ci trasformeranno materialmente in uno Stato in guerra".

Lo dichiara in una nota Giovanni Barbera, membro della Direzione nazionale di Rifondazione Comunista, lanciando un monito durissimo al Governo Meloni: concedere le nostre infrastrutture logistiche e militari per un’aggressione a Teheran significa esporre il territorio nazionale a ritorsioni e attentati, sacrificando la sicurezza degli italiani sull'altare del servilismo atlantico.

"La risposta a questa follia richiede la costruzione immediata di un ampio fronte internazionale di mobilitazione popolare che a Roma si articolerà su due appuntamenti centrali organizzati dai No Kings. Si inizierà venerdì 27 marzo alla Città dell'Altra Economia con un grande concerto di lotta e sensibilizzazione, per poi proseguire sabato 28 marzo con la manifestazione internazionale, in contemporanea con le piazze di Londra, Minneapolis e delle principali città degli Stati Uniti.

Sarà una mobilitazione pacifica ma estremamente determinata – aggiunge poi - per imporre il rifiuto della guerra come strumento di risoluzione delle controversie internazionali, per colpire l'economia di guerra che sottrae risorse vitali ai diritti sociali, alla sanità e alla scuola e per contrastare la deriva democratica che riduce gli spazi di libertà e di dissenso.
Non c'è più spazio per le esitazioni. Facciamo appello al movimento per la pace, al mondo cattolico e a chiunque rifiuti di vedere l’Italia trasformata in una piattaforma di lancio per il massacro. Il 27 e 28 marzo, uniti alle piazze mondiali, rivendicheremo un nuovo ordine mondiale fondato sulla pace e sulla giustizia sociale, mettendo al centro i diritti dei popoli contro gli interessi dei mercanti d'armi. Dobbiamo imporre la neutralità del Paese e il divieto assoluto di utilizzare il suolo italiano per operazioni d'attacco. Chi non si oppone oggi è complice della catastrofe di domani
".

Max