“A Roma si muore di caldo e l’amministrazione invece di piantare alberi e creare ombra spiana le piazze e le arreda con pietre roventi e alberelli secchi. Siamo alla follia urbanistica: si celebrano inaugurazioni con fanfare e nastri tricolori, ma dopo poche settimane il risultato è sotto gli occhi di tutti. Piazze deserte bruciate dal sole, senza verde, senza anima, senza dignità”.
Così Fabrizio Santori, capogruppo della Lega in Assemblea Capitolina, commenta in una nota la situazione sempre più drammatica del verde urbano nella Capitale.
“Il caso più eclatante è piazza Esedra, dove, dopo i lavori finanziati con fondi Pnrr, tutti gli alberi sono già secchi. Nessuna irrigazione, nessuna manutenzione, nessuna spiegazione. Stessa sorte è toccata ai pratini appena sistemati in piazza San Giovanni, già completamente rinsecchiti.
E davanti alla Sala Ottagona – Terme di Diocleziano, metà dei nuovi alberelli è morto nel silenzio generale. E poi piazza dei Cinquecento, piazza San Silvestro, piazza Risorgimento, piazza Augusto Imperatore”, elenca il leghista. “Ma il simbolo più surreale di questa deriva è il piazzale della stazione Tiburtina: centinaia di metri di cemento grigio, ‘abbelliti’ da sassi di design arroventati dal sole. Chi osa sedersi lì si ustiona. Nessuna fontana, nessun albero, nessuna ombra: solo pietre bollenti e spese inutili, anzi dannose. È questo il futuro sostenibile di Roma? Questa non è transizione ecologica, ma desertificazione urbana finanziata con fondi pubblici. Serve un piano straordinario per salvare quello che resta del verde cittadino, sospendere ogni intervento di ‘riqualificazione’ che non preveda ombreggiamento reale, con competenti e regolari manutenzioni per fermare questa corsa al grigio che cancella il volto verde di Roma”, conclude.
Max