Roma al centro del dibattito nazionale sull’innovazione urbana. Al Festival dell’Economia di Trento, Roberto Gualtieri ha presentato il Modello Roma confermando la disponibilità al secondo mandato "e poi chissà". Ha spiegato di voler proseguire un percorso decennale alla guida della Capitale perché, ha detto, "quindi non riesco francamente a pensarmi, in questo momento, fuori da questa passione".
Un confronto tra sindaci: il governo delle metropoli
Nel panel "Governare le città", con i sindaci di Milano Giuseppe Sala, Treviso Mario Conte, Pescara Carlo Masci e Trento Franco Ianeselli, Gualtieri ha raccontato la complessità del ruolo: "È molto bello e faticoso il ruolo di sindaco". Ha ricordato le scelte iniziali, spesso impopolari, come l’apertura di 1500 cantieri a Roma: "Ci sono momenti difficili quando si prendono le famose decisioni impopolari iniziali e si decidono di aprire 1500 cantieri a Roma. È chiaro che c'è un contraccolpo negativo e poi però, appena le opere finiscono, i cittadini sono contenti".
Casa e servizi: le priorità per la Capitale
La prima urgenza resta l’alloggio: "La principale priorità è l'emergenza abitativa". Il sindaco ha ribadito: "Purtroppo il piano casa del governo è inadeguato. I Comuni possono rimboccarsi le maniche ma servono risorse per dotazioni Erp, cioè l'edilizia residenziale pubblica, e Ers, ovvero l'edilizia residenziale sociale". Ha quindi invocato risorse aggiuntive per accrescere l’offerta di alloggi popolari: "Abbiamo bisogno di risorse fresche per aumentare la disponibilità di alloggi popolari".
Autonomia, transizione e mobilità: la rotta per Roma
Gualtieri ha rivendicato i progressi amministrativi: "Le città sono governabili, compresa Roma. Abbiamo dimostrato che si può governare una città complessa come la Capitale, che era ridotta molto male". Ha indicato le sfide in corso: "Le città devono adattarsi ai cambiamenti climatici, governare l'emigrazione, adattarsi e anticipare le sfide tecnologiche come l'intelligenza artificiale". Sul quadro finanziario ha avvertito: "nonostante la Costituzione lo preveda, abbiamo un livello bassissimo di autonomia tariffaria. Abbiamo livelli di centralismo paradossali. Il trasporto pubblico è per definizione in perdita e strutturalmente sottofinanziato". E ha concluso con un appello operativo: "Ci sono tante cose - incalza il sindaco - che senza sfasciare i conti dello Stato si potrebbe migliorare per aiutare le città a essere erogatori di servizi ma anche di innovazione per tutto il Paese".
Per Roma e per il Lazio l’obiettivo dichiarato è consolidare il Modello Roma su casa, trasporto pubblico e servizi, puntando su investimenti e strumenti che permettano ai Comuni di accelerare i cantieri e stabilizzare la qualità della vita urbana.