Si accende il confronto a Roma sul piano di zona di Grotta Perfetta, nell’VIII municipio, dove ricadono gli immobili oggi di Enpaia. Durante la commissione Patrimonio del 23 aprile, convocata dal presidente Yuri Trombetti, è emersa nuovamente la frattura tra indirizzo politico e apparato tecnico sul tema della convenzione urbanistica, mentre sono calendarizzati due accessi dell’ufficiale giudiziario per sfratto il 6 maggio e l’8 giugno.
Le date degli sfratti e l’allerta abitativa
I comitati di inquilini hanno sollecitato una soluzione per evitare un’emergenza sociale nel quadrante sud della città. La vicenda si innesta su un piano di zona dove, in oltre vent’anni, gli alloggi sarebbero stati gestiti senza vincoli sui prezzi massimi di cessione, tema contestato da sindacati e inquilini e ora all’attenzione trasversale delle forze politiche.
Il parere dell’Avvocatura e la convenzione mancante
Secondo l’Avvocatura capitolina, interpellata dal 2022, la rotta è definita. Come ricorda Trombetti: “Per quanto riguarda Grotta Perfetta, c'è la necessità di stipulare una convenzione urbanistica, perché non è stata fatta quando si doveva, cioè nel 1974”. Una posizione ribadita a febbraio in un incontro tra uffici del Patrimonio e Urbanistica, Avvocatura, i consiglieri Antonella Melito e Valeria Baglio e l’assessore Maurizio Veloccia.
Il nodo tecnico e la replica in commissione
In aula è arrivata però la puntualizzazione del dirigente della Direzione Edilizia Privata, Antonio Cristiano: “La possibilità di stipulare la convenzione urbanistica c'è solo se le aree sono state cedute al Comune, o da questo espropriate. Questo è un requisito obbligatorio”. Parole che hanno innescato la reazione di Trombetti: “Quello che sta dicendo riporta la questione a un momento antecedente alla riunione fatta un mese e mezzo fa, dalla quale ci siamo alzati con la certezza della necessità di una convenzione, lo dice l'Avvocatura. E invece ora lei sostiene una cosa diversa, legittimamente, ma a questo punto va detto che quella riunione è stata inutile”.
Gli atti citati da Raggi e il richiamo a Campidoglio
Al fianco di Trombetti si è schierata la consigliera Virginia Raggi, che ha richiamato documenti e inquadramento urbanistico dell’area: “Nel 1985 c'è un atto di esproprio su quelle aree, perché questo documento ce l'ho io e non ce l'hanno gli uffici? Quegli immobili nascono all’interno di un Piano di zona - prosegue - ed è impossibile che i contratti di locazione fatti si svincolino da questa condizione. Negli anni ’80 si è inceppato un meccanismo e un regime perfetto è scomparso. Il Comune ha una responsabilità, doveva inserire questi immobili in un regime particolare. Roma Capitale deve riprendere ciò che è suo, riaffermare un diritto che è stato cancellato ma è sempre esistito”.
Ti potrebbe anche interessare: Controlli a Borghesiana e Tor Bella Monaca: tre arresti e sanzioni per 94 mila euro
La posizione dell’assessore Veloccia
In chiusura è intervenuto l’assessore all’Urbanistica Maurizio Veloccia: “Bisogna perseguire l’obiettivo positivo con fermezza e serenità. Non per difendere gli uffici, ma spiego che non c’è nessuna volontà di non arrivare a una soluzione, ma la strada che si sceglie dev'essere robusta. L’Avvocatura prevederebbe la convenzione, gli uffici hanno una posizione fino a ora differente, stiamo cercando di approfondire non tanto sulla necessità o meno di farla, ma sugli effetti che produrrebbe”. Resta sul tavolo l’ipotesi di applicare la convenzione “ora per allora” o dalla sottoscrizione, valutando l’impatto per gli attuali inquilini Enpaia.