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Greenwood, la Roma rallenta e il Fenerbahçe accelera: offerta record al Marsiglia

Greenwood, la Roma rallenta e il Fenerbahçe accelera: offerta record al Marsiglia

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A Trigoria l’email con l’offerta per Mason Greenwood è rimasta in bozza: il club giallorosso, in attesa del via libera finale dei Friedkin, non ha premuto invio. Nel frattempo il Fenerbahçe ha impresso una svolta alla corsa, presentandosi con una proposta economica tale da cambiare gli equilibri e scavalcare la Roma nella trattativa con il Marsiglia.

La proposta giallorossa rimasta in bozza

L’offerta della Roma, scritta e limata nei dettagli, era a un passo dall’invio. Secondo quanto filtra da ambienti vicini al dossier, la mail è rimasta ferma nella casella di Trigoria in attesa dell’autorizzazione definitiva della proprietà. Un attendismo che, salvo sorprese, rischia di chiudere qui il capitolo: il sorpasso del Fenerbahçe appare infatti concreto e spinge l’operazione lontano dalla Capitale.

L’offensiva del Fenerbahçe e le cifre in gioco

Il club di Istanbul ha lanciato un’offensiva definita internamente come un colpo di portata storica. Sul tavolo c’è un ingaggio da 11 milioni di euro netti a stagione per Greenwood e una proposta da circa 50 milioni, bonus compresi, per convincere il Marsiglia. Una spinta che arriva dopo un mese di mercato particolarmente intenso: in appena trenta giorni il Fenerbahçe ha già investito 42 milioni di euro per i cartellini, ai quali si sommano importi equivalenti per gli stipendi lordi. Restano inoltre attive le piste che portano a Watkins e Malcom.

Elezioni, prudenza dichiarata e interrogativi Uefa

L’ultima campagna elettorale del club turco era stata segnata da promesse altisonanti. Non ha vinto Hakan Saifi, che aveva infiammato la piazza con annunci di grandi acquisti, ma Aziz Yildrim, storico presidente che aveva richiamato alla prudenza e al rispetto dei parametri Uefa sul fair play finanziario. Le mosse di queste settimane, però, raccontano uno scenario più aggressivo del previsto, con investimenti e ingaggi che alimentano nuove riflessioni sulla sostenibilità dell’operazione Greenwood.