Un'ondata di proteste ha investito l'amministrazione comunale di Roma a causa del GRAB, con centinaia di residenti dei quartieri Parioli e Flaminio che hanno manifestato la loro preoccupazione per l'inizio dei lavori del Grande Raccordo Anulare delle Bici. Molti cittadini, tornati dalle vacanze estive, si sono trovati di fronte a cantieri e recinzioni, reagendo con un'autentica "tempesta digitale" di oltre 500 PEC inviate al Dipartimento Mobilità. Il timore principale è che la realizzazione della pista ciclabile, anziché migliorare la circolazione, provochi un ingorgo caotico in un'area già congestionata. I lavori sono parte del Piano Urbano della Mobilità Sostenibile, ma i residenti temono che le modifiche non siano adeguate alla densità del traffico cittadino.
GRAB, cosa preoccupa i residenti
I residenti del quadrante Parioli-Flaminio esprimono forte apprensione per il futuro della mobilità nella loro zona. Il progetto del GRAB, che prevede la costruzione di una pista ciclabile in un'area densamente abitata e trafficata, secondo loro porterà al caos completo.
Il principale motivo di allarme riguarda il restringimento delle carreggiate stradali, una conseguenza diretta dei cantieri attivi. Questo cambiamento, temono, renderà il transito dei veicoli più lento e congestionato, soprattutto con la riapertura delle scuole e il ritorno a pieno regime della vita cittadina.
Le strade interessate dai lavori, come via Panama, piazza Ungheria e viale delle Belle Arti, sono arterie cruciali per la circolazione e il loro restringimento potrebbe creare un effetto a catena su tutto il sistema viario circostante, rendendo i tragitti quotidiani "inaffrontabili".
Parcheggi scomparsi
Oltre al potenziale ingorgo, un'altra questione che ha scatenato la protesta è la massiccia riduzione dei posti auto disponibili. Il progetto del GRAB, infatti, comporta la sottrazione di centinaia di parcheggi lungo il suo percorso. La mappa del tragitto ciclabile include vie come viale delle Belle Arti, viale Tiziano, via Flaminia, via Guido Reni, viale Beato Angelico, via delle Milizie e piazza Cavour. In particolare, in via Guido Reni, un tratto considerato fondamentale per il progetto, si stima un taglio di oltre 230 posti su un totale di 410.
Anche via Panama subirà una diminuzione significativa, con la perdita di "almeno settanta parcheggi". Questa drastica riduzione delle aree di sosta sta generando notevole disagio tra i residenti, che si trovano già a lottare quotidianamente per trovare un posto per le proprie auto.
La risposta dell'amministrazione
L'assessore alla Mobilità del Campidoglio, Eugenio Patané, ha risposto alle proteste direttamente da Atlanta, dove si trova per un congresso sui sistemi di trasporto intelligenti. Patané ha chiarito che il progetto del GRAB è ormai in fase di attuazione, con un contratto già firmato con l'impresa esecutrice, e che non è possibile tornare indietro o apportare modifiche sostanziali.
L'assessore ha sottolineato che interrompere i lavori comporterebbe un danno erariale. Tuttavia, l'assessore ha aperto a un dialogo con i residenti, ma solo per affrontare la questione della viabilità e delle "compensazioni" in termini di soluzioni alternative per il traffico.
Un incontro per discutere queste misure è previsto per i primi di settembre, prima dell'inizio dell'anno scolastico e dell'ulteriore aumento del traffico. La sua dichiarazione riflette una ferma volontà di proseguire con il progetto, pur riconoscendo la necessità di trovare soluzioni pratiche per i disagi che inevitabilmente si verranno a creare.