Jonathan Milan mette la firma sull’ultima volata del Giro d’Italia 2026: il velocista della Lidl-Trek ha conquistato la Roma-Roma di 131 km superando allo sprint Giovanni Lonardi (Team Polti VisitMalta) e Paul Penhoet (Groupama-FDJ). La classifica generale va a Jonas Vingegaard, mentre il migliore degli italiani è Davide Piganzoli, ottavo complessivo. Una chiusura di alto profilo nel cuore della Capitale, con il pubblico romano a fare da cornice.
Il finale sul circuito della Capitale
La tappa conclusiva, segnata dai consueti festeggiamenti e dalla celebrazione delle maglie, ha preso vita all’ingresso del circuito della Capitale. Ben Turner (Netcompany Ineos) e Andrea Mifsud (Team Polti VisitMalta) hanno provato un primo allungo, subito annullato dal gruppo. A 40 chilometri dal traguardo si sono mossi Remy Rochas (Groupama-FDJ United) e Tobias Bayer (Alpecin-Premier Tech), arrivati a una quindicina di secondi di margine. Matteo Sobrero ha provato a ricucire per spezzare i cambi e favorire la Lidl-Trek.
Nelle tornate finali il plotone è tornato compatto a circa due giri dalla conclusione. Ci ha provato Filippo Ganna, seguito da Sobrero e Stuyven, ma l’azione si è esaurita a tre chilometri dall’arrivo. Il verdetto è arrivato in volata: scatto deciso di Jonathan Milan e successo pieno sulla passerella romana.
Le voci dei protagonisti
"Aver vinto i tre grandi giri è qualcosa di speciale per me, è difficile trovare le parole, sono contento che ci sia la mia famiglia qui con me, loro mi hanno sempre sostenuto". Lo ha dichiarato Jonas Vingegaard a Rai Sport, aggiungendo: "Rimarrò a Roma per qualche giorno insieme alla famiglia - ha dichiarato il vincitore della Corsa Rosa -, poi tornerò in Danimarca e comincerò la preparazione per il Tour de France".
Felice e sollevato Jonathan Milan: "È stata una vittoria abbastanza sofferta, abbiamo sempre cercato di dare il massimo, abbiamo sempre creduto in noi stessi anche se i risultati non erano quelli che ci aspettavamo. Devo ringraziare i miei compagni, non è stato facile essere lì e mancare la vittoria per poco, sono contento di chiudere in questo modo". E ancora: "Mi piacciono questi arrivi. La tappa di ieri mi ha dato una bella spinta, è stato speciale. Per me è importante a livello di testa, non è stato facile essere lì e non cogliere nulla", ha concluso.
Il punto sul movimento azzurro
Per la prima volta l’Italia non piazza un corridore nei primi sette del Giro. Il presidente della Federciclismo, Cordiano Dagnoni, sottolinea però il valore complessivo della corsa: “il trionfo finale di Jonathan Milan, in una Roma vestita a festa, chiude un Giro bello, appassionante e di alto valore tecnico, anche per la statura del vincitore Vingegaard. I corridori italiani ne sono stati protagonisti, anche coloro che non sono riusciti a coronare la propria prova con una vittoria: penso a Ciccone, Ulissi, Maestri, Marcellusi, solo per citarne alcuni. Sono convinto che avrebbero meritato più di quanto hanno raccolto”.
Dagnoni rivolge quindi un plauso agli azzurri capaci di lasciare il segno: “Un applauso particolare va ai vincitori di tappa Davide Ballerini, Filippo Ganna e Alberto Bettiol, Jonathan Milan e a Giulio Ciccone, vincitore della classifica della montagna: atleti che in questi anni hanno onorato la maglia azzurra e restano un riferimento per i giovani che stanno crescendo. Tra loro meritano una menzione Davide Piganzoli, prezioso al fianco di Vingegaard e ragazzo di grandi prospettive, e Giulio Pellizzari, capace di affrontare e superare momenti difficili con orgoglio e coraggio".