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Giornata Mondiale contro il Lavoro Minorile. L'allarme di Save the Children

Giornata Mondiale contro il Lavoro Minorile. L'allarme di Save the Children

Qui il servizio realizzato per la puntata di Punto di Rottura del 12 giugno 2024.

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C’è un principio che in occasione della Giornata Mondiale contro il Lavoro Minorile va ricordato e lo si può leggere all’art. 32 della Convenzione sui diritti dell’infanzia e dell’adolescenza: si riconosce il diritto di ciascun bambino a essere protetto dallo sfruttamento economico e da qualsiasi lavoro pericoloso.

Ma oggi in Italia si stima che circa 58mila minorenni tra i 14-15 anni siano stati coinvolti in attività lavorative dannose per i percorsi scolastici e per il benessere psicofisico. Ma non solo. Il lavoro precoce in Italia sembra riguardare, in modalità diverse, 336mila minorenni in un’età compresa tra i 7 e i 15 anni. È Save the Children, in queste ore, a rilanciare l’allarme diramando tali dati, frutto di una rilevazione nazionale eseguita nel 2023, che delineano un’immagine a dir poco sconcertante.

Lavoro Minorile, in quali ambiti?

Troppe ore sulle spalle di un minore che deve imparare con la scusa di essere piccolo, in particolare nel mondo della ristorazione e la vendita al dettaglio nei negozi e attività commerciali, nelle attività in campagna, in cantiere, e, non da ultimo, anche nelle nuove forme di lavoro online, come la realizzazione di contenuti per social o videogiochi.

Su questo argomento è intervenuto anche il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, dicendo che «le guerre e la povertà strappano le bambine e i bambini alla vita, obbligandoli ad abbandonare la scuola per forme di lavoro ignobili, molto spesso illegali e clandestine.» L’abbandono scolastico, infatti, è un fenomeno presente anche nel nostro Paese, e che deve essere contrastato in quanto rappresenta un importante freno allo sfruttamento del lavoro minorile.