Qui la copertina che introduce al tema della puntata di Extra “Giornalista italiano finisce nella lista dei nemici dell'Ucraina.”
“Raccontare una guerra in corso non è facile, oltre che naturalmente molto pericoloso. Monitorare direttamente ogni luogo e ogni frangente del conflitto è umanamente impossibile e così i giornalisti, anche quelli effettivamente in missione, possono documentare con certezza soltanto quello che vedono direttamente mentre per tutto il resto devono fidarsi delle testimonianze di altre persone o inevitabilmente delle veline che le autorità militari e politiche dei vari stati diffondono.
È il grande vulnus dell'informazione di guerra, un limite oggettivo e invalicabile in cui regolarmente si insinuano la malafede delle fonti che diffondono informazioni addomesticate e l'innata esigenza di fare propaganda che gli eserciti e gli stati impegnati nel conflitto devono gestire da sempre. Anche per questo, nonostante i pericoli e le trappole, i giornalisti continuano a operare negli scenari di guerra e spesso a morire, nel disperato tentativo di poter garantire un racconto quanto più possibile vicino alla verità.
Secondo Reporter Sans Frontiere, negli ultimi 20 anni hanno perso la vita almeno 1700 giornalisti, molti di loro durante i conflitti ma altri anche in tempo di pace se invisi al potere di turno. Proprio per il loro ruolo, il diritto internazionale umanitario attribuisce ai giornalisti uno status speciale e la scritta PRESS che compare su giubbotti e caschi dovrebbe garantire una sorta di incolumità: nella prassi sono gli eserciti a proteggere gli inviati ed è in questo contesto che nasce la prassi - sempre più diffusa negli ultimi anni - dei giornalisti embedded, quanti cioè viaggiano al seguito delle truppe in contesti comunque protetti. I cronisti così assistono da un punto di vista privilegiato a quanto accade sul fronte di guerra e raccontano, pur con i condizionamenti che la condizione di intruppati impone. Anche perché spesso essere al seguito degli eserciti fa vedere anche il male del conflitto e non solo le gesta che ai contendenti fa comodo raccontare.. ed è il motivo per il quale spesso gli inviati più critici finiscono per essere allontanati dell'esercito e talvolta dal paese stesso.”
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