Giallo a Roma, un ragazzo scalzo, ferito e con mani e piedi legati è stato soccorso nella notte all'esterno del campo di via Salviati. Il giovane che apparentemente avrebbe 18 anni, è uscito saltellando dal campo e ha chiesto aiuto agli agenti della Polizia locale. "Mi volevano uccidere" avrebbe detto ancora terrorizzato ai caschi bianchi che hanno chiamato un'ambulanza per il trasporto in ospedale della vittima.
Da definire i contorni di quello che - secondo la ricostruzione effettuata dagli agenti della Polizia Locale che lo hanno salvato - sembrerebbe essere un sequestro di persona: i motivi dell'aggressione e come sia arrivato nel campo. Secondo quanto si apprende il ragazzo di origini straniere, non sarebbe infatti residente nel campo, ma vivrebbe con la famiglia assegnataria di una casa popolare. Sono in corso le indagini per ricostruire l'esatta dinamica di quanto accaduto.
Giallo a Roma, ragazzo trovato legato e seminudo in fuga dal campo di via Salviati
L'intervento è scattato intorno alle 4 di oggi 2 dicembre quando il giovane dell'apparente età di 18 anni è stato trovato scalzo, legato polsi e caviglie con lacci e fascette autostringenti e seminudo in Via Salviati mentre, un balzello dopo l'altro, cercava di allontanarsi dal campo. Sul posto le pattuglie dei gruppi S.P.E. (Sicurezza Pubblica Emergenziale) e IV Tiburtino della Polizia Locale che hanno subito risposto alla richiesta disperata di aiuto.
"Mi vogliono uccidere" ha detto ai caschi bianchi in italiano, raccontando che sarebbero stati alcuni abitanti del campo a sequestrarlo. È arrivata un'ambulanza dell'Ares 118 che ha trasportato il giovane in ospedale.
Indagini in corso
Sulle dinamiche della vicenda, la ricostruzione appare al momento ancora incerta. Sono in corso indagini da parte della Direzione Sicurezza Urbana, anche attraverso le immagini che potrebbero essere state riprese dalle telecamere dei vicini uffici della Questura di Roma.
Milani (Sulpl): "Riconoscere alla Locale lo status di forza di Polizia"
Sull'episodio è intervenuto Marco Milani segretario romano del Sulpl (Sindacato Unitario Lavoratori Polizia Locale): "Ancora una volta si fronte ad un episodio che sembra uscito dalla scena di un film horror, a fronteggiare l'emergenza sono state le pattuglie di Polizia locale, impegnate nel servizio piantonamento dei campi nomadi, che tra spari, lanci di pietre e sequestri è sempre più vicino ad un vero e proprio servizio di ordine pubblico".
"Purtroppo - prosegue il sindacalista - essendo oggi le Polizie Locali presenza prevalente nei territori metropolitani, ci troviamo per l'ennesima volta a denunciare la disparità di trattamento con i colleghi delle altre forze dell'ordine. Governo e Sindaco prendano atto dei nostri compiti, che vanno dagli interventi su chiamata al 112 alle ben più complesse indagini su sequestri e su droga".
"Chiediamo al Governo il riconoscimento dello status di forza di Polizia ad ordinamento Locale ed ai Sindaci delle grandi metropoli, primo fra tutti Roberto Gualtieri , una contrattazione che riconoscendo rischi e peculiarità del nostro lavoro, smetta di inquadrarci come impiegati in divisa" conclude Milani.