Si è tenuto questa mattina, nell’aula Giulio Cesare in Campidoglio, il convegno (“Generazione sicura: educare oggi per lavorare in sicurezza domani”), un incontro dedicato agli studenti delle scuole superiori per promuovere una riflessione collettiva sulla formazione come chiave per prevenire gli incidenti sul lavoro.
L’iniziativa ha riunito rappresentanti delle istituzioni, del mondo sindacale e della formazione, con l’obiettivo di sensibilizzare le nuove generazioni sull’importanza della cultura della sicurezza e della responsabilità nei luoghi di lavoro.
I partecipanti e gli interventi
Al tavolo dei relatori sono intervenuti Svetlana Celli, presidente dell’Assemblea Capitolina; Sandro Petrolati, presidente del Gruppo Demos; Antonio Di Bella, presidente nazionale Anmil; Claudia Pratelli, assessore alla Scuola, Formazione e Lavoro di Roma Capitale; Alberto Verzulli, presidente regionale Anmil Lazio; Manuel Carusi, responsabile vigilanza tecnica Lazio dell’Ispettorato d’area metropolitana di Roma; Vittoria Rossi, dirigente Inail Roma Nomentano; Mario Rusconi, presidente dell’Associazione nazionale presidi (Anp) Roma; Vincenzo Di Nucci, presidente della Commissione di albo nazionale dei tecnici della prevenzione della Fno Tsrm e Pstrp; Fabrizio Potetti, segretario generale Cgil Roma e Lazio; Laura Latini, segretaria regionale Uil Roma e Lazio; e Rosita Pelecca, segretaria generale Cisl Roma Capitale Rieti.
Tutti gli interventi hanno sottolineato l’urgenza di una maggiore attenzione alla formazione scolastica e professionale come strumento di tutela e consapevolezza.
Le parole di Svetlana Celli
"Un Paese civile non può accettare che si perda la vita lavorando. E' necessario arrivare a una nuova cultura della prevenzione, che parta già dai più giovani e dalle scuole. La formazione non deve essere considerata solo un obbligo formale, ma un vero investimento in sicurezza, responsabilità e consapevolezza - afferma la presidente dell'Assemblea capitolina Svetlana Celli - Deve diventare un principio cardine in tutti i settori, da quelli tradizionali a quelli ad alto impatto tecnologico. Bisognare fare rete tra istituzioni, scuole, sindacati, operatori e associazioni attraverso un dialogo trasversale. Solo così possiamo costruire un futuro in cui il lavoro sia davvero sinonimo di dignità, crescita e sicurezza per tutti".