Al policlinico Gemelli arriva un nuovo sistema per la cura delle persone con Hiv e per chi segue la PrEp. Quattro ambulatori dedicati: 3 per la gestione delle persone con Hiv e uno per chi segue la PrEP, con un care manager e un team infermieristico specializzato.
Gemelli, nuovo modello di cura per Hiv e PrEP
Al Policlinico Gemelli nasce “Progress-Hiv”, un innovativo percorso assistenziale dedicato alle persone che vivono con Hiv e a chi assume la profilassi pre-esposizione (PrEP). L’obiettivo, dicono dall’ospedale, è far sì che sia più accessibile e organizzata la gestione delle terapie long acting, con farmaci a rilascio prolungato che consentano di tenere la soppressione virale con poche somministrazioni l’anno, migliorando la qualità di vita e l’aderenza alle cure.
Il progetto, promosso nell’Unità operativa complessa di Malattie infettive, diretta dal professor Carlo Torti e coordinato dalla dottoressa Simona Di Giambenedetto, è stato implementato nella Unità operativa semplice Ambulatorio e day hospital di Malattie infettive diretta dalla professoressa Enrica Tamburrini.
Sono stati potenziati 4 ambulatori dedicati: tre per la gestione delle persone con Hiv e uno per chi segue la PrEP, con un care manager e un team infermieristico specializzato per garantire assistenza continua e personalizzata. È attivo altresì lo Sportello Progress (progress@policlinicogemelli.it), punto di contatto diretto per informazioni, counseling e accesso ai servizi.
“Le strategie long acting rappresentano il futuro della terapia antiretrovirale – afferma il professor Carlo Torti, direttore dell’Unità operativa complessa di Malattie infettive – ma perché funzionino serve un percorso dedicato, che parta da una selezione attenta dei pazienti e li accompagni nella pianificazione degli appuntamenti e nel monitoraggio. Con Progress abbiamo costruito un modello centrato sulla persona e sulla continuità di trattamento”.
E la dottoressa Di Giambenedetto corrobora: “Il nostro obiettivo è offrire alle persone un’assistenza sempre più vicina, continua e personalizzata. Abbiamo costruito un modello che semplifica la vita dei pazienti e favorisce una comunicazione efficace con il team sanitario.”
“Oggi l’Hiv è una condizione cronica perfettamente gestibile - aggiunge infine la dottoressa Tamburrini -. Con le terapie long acting possiamo migliorare ulteriormente la qualità di vita, adattando l’organizzazione sanitaria ai nuovi bisogni delle persone.”