Ricerca nel Sito

Gasperini-Chivu: all'Olimpico il confronto tra stima e ricordi nerazzurri

Gasperini-Chivu: all'Olimpico il confronto tra stima e ricordi nerazzurri

Roma__progetto_in_evoluzione__Gasperini_chiede_autonomia_tecnica

Roma attende la sfida di vertice allo Stadio Olimpico tra la formazione di Gian Piero Gasperini e l'Inter guidata da Cristian Chivu, un appuntamento che intreccia classifica e memoria. Le due squadre arrivano a questo incrocio appaiate, con una classifica a punteggio pieno, e con un rapporto di reciproca considerazione che nasce da un passato condiviso in nerazzurro.

Una ferita interista che diventa lezione

Gasperini non ha mai dimenticato l’avvio difficile del 2011 sulla panchina dell’Inter, un percorso di circa novanta giorni senza successi che ne mise in discussione l’adattabilità a un progetto metropolitano. In quel contesto cercò di imporre la difesa a tre, soluzione che non convinceva la dirigenza, e dovette fare i conti con un mercato non allineato: via Eto’o verso la Russia, dentro Forlan già affaticato e Zarate, arrivato dalla Lazio, talentuoso ma incostante. Con Wesley Sneijder il feeling tattico non sbocciò, mentre Giampaolo Pazzini finì ai margini. Uno dei nodi fu proprio Chivu, frenato da problemi alla caviglia e da altri acciacchi, rientrato solo a Novara nell’ultima gara della gestione. Il legame personale, però, restò saldo. «Con lui mi sono allenato come da molto non succedeva» è il ricordo di Chivu, che da allenatore ha studiato con attenzione i metodi del collega.

Principi di gioco e un precedente europeo

All’epoca i principi di Gasperini erano diversi dall’aggressione a uomo e dal pressing esasperato con cui oggi è spesso identificato: il suo calcio cercava trame più avvolgenti. Per venire incontro al gruppo provò anche la difesa a quattro in Champions contro il Trabzonspor, ma il risultato fu negativo e la fine del progetto apparve segnata.

Precedenti recenti e equilibrio annunciato

Nella scorsa stagione Chivu ha avuto la meglio due volte. All’andata il risultato maturò con fatica, complice la rete di Bonny lanciato a campo aperto e una difesa finale serrata a protezione del vantaggio. Al ritorno, a San Siro, l’Inter si impose con autorevolezza, indirizzata dal siluro di Hakan Calhanoglu poco prima dell’intervallo. Stavolta lo scenario appare più bilanciato, con il fascino ulteriore di una vetta condivisa. Qualunque sia l’esito all’Olimpico, tra il veterano inquieto e l’emergente pacato resteranno rispetto e stima, maturati in un percorso comune che Roma osserverà con attenzione.