"In meno di quarantotto ore la Cantina Garbatella è stata colpita due volte. Prima il sabotaggio della serranda nella notte tra il 5 e il 6 maggio, poi il danneggiamento e il furto dell'impianto di videosorveglianza installato all'esterno del locale per documentare eventuali aggressioni. Non si tratta di episodi isolati o di semplice vandalismo: siamo di fronte a un'escalation intimidatoria che assume un chiaro carattere politico”.
Lo dichiara Giovanni Barbera, Segretario romano e membro della Direzione nazionale di Rifondazione Comunista.
“Un salto di qualità inquietante, che punta a colpire uno spazio sociale e culturale riconosciuto nel quartiere, e a impedire lo svolgimento di iniziative pubbliche e momenti di confronto democratico.
Il bersaglio è evidente: la presentazione del libro "La Brigata Ebraica, una storia controversa dal '44 a oggi" di Alberto Fazolo, prevista per domenica 10 maggio presso la Cantina Garbatella. Qualcuno pensa di poter decidere con la forza e l'intimidazione quali idee possano circolare e quali debbano essere cancellate. È un fatto grave, che non può essere sottovalutato né archiviato come episodio minore.
Ancora più preoccupante è il clima di sottovalutazione che circonda questi fatti. Viene naturale chiedersi se la stessa tolleranza sarebbe stata riservata a episodi analoghi in altri contesti cittadini. Quando a essere colpiti sono spazi popolari, realtà antifasciste e luoghi di solidarietà internazionale, troppo spesso prevalgono silenzio e inerzia istituzionale.
Per questo è indispensabile che le autorità competenti attivino con urgenza tutti gli strumenti necessari per individuare e perseguire i responsabili di questi atti, che non possono in alcun modo essere derubricati a semplici episodi di vandalismo”.
“Di fronte a questa escalation intimidatoria – conclude Barbera - serve una risposta chiara, collettiva e democratica. Non può esserci spazio nella nostra città per pratiche di violenza politica e di compressione del dissenso. È necessario rilanciare con forza la difesa degli spazi sociali, la partecipazione popolare e i valori antifascisti su cui si fonda la nostra convivenza civile."
Max