Venerdì alla serata cover del Festival di Sanremo 2026, l’Ariston accoglie il romano Galeffi (Marco Cantagalli, classe 1991) insieme a Tredici Pietro, figlio di Gianni Morandi, per una rilettura di Vita, classico firmato Lucio Dalla e Morandi. Sul palco, con loro, il producer Fudasca e una band, per un omaggio che unisce scrittura e melodia alla spinta urban della nuova generazione.
Un cantautore romano all’Ariston
Nato e cresciuto a Montesacro, quartiere che definisce «una piccola Parigi», Galeffi ha attraversato la scena indie italiana con uno stile personale, lontano da etichette rigide. La sua traiettoria artistica si è formata sui palchi dei piccoli locali di Roma, dove ogni applauso era una conquista. Non a caso, rivendica con chiarezza: «Nasco dal live».
Dalle serate nei club al debutto televisivo
Prima dei riflettori, il lavoro in pizzeria e le partite della Roma seguite anche da giornalista sportivo freelance. Nel 2013 arriva a The Voice of Italy cantando Candy di Paolo Nutini e viene scelto da Piero Pelù. Con Scudetto (2017) e il singolo Occhiaie omaggia Francesco Totti e intreccia sentimento e calcio. Da Tazza di te a Settebello, affina un it-pop dalle tinte jazz e rock, nutrito da Beatles, Paolo Nutini, Amy Winehouse, Serge Gainsbourg, Gino Paoli e Mina. Scrive, canta e suona il pianoforte, guidato da un impulso fisico alla creazione: «Sono fan dell’ispirazione fisica. La sento nel corpo, come le emozioni che arrivano all’improvviso e ti fanno tremare. E’ una vibrazione».
La svolta produttiva e l’incontro con Tredici Pietro
Dopo tre album e centinaia di concerti, la pausa del tour Belvedere nel 2023 diventa scelta di metodo: «Mi sono permesso di sciacquare via l’ansia». Riparte come produttore insieme al fratello, il chitarrista Matteo Cantagalli, e trova in Tredici Pietro un alleato artistico e umano: «Mi ha tenuto occupate le mani, la testa e il cuore». Tra colline toscane, Montesacro e la quiete umbra nascono le tracce di Non Guardare Giù: Galeffi porta la scrittura e l’ossessione per la melodia, Pietro l’urgenza urban e una critica lucida alla modernità. La tappa ligure con Vita suggella un percorso che unisce ricerca, cura artigianale del suono e sensibilità pop.
Radici nella Capitale e un laboratorio creativo
A Roma, l’Aniene Studio condiviso con il fratello è il baricentro del progetto: uno spazio lontano dalle vetrine dove le canzoni nascono per necessità, non per algoritmo. Qui Galeffi custodisce un metodo che resta fisico ed emotivo, tra disciplina di scrittura e istinto melodico, portando sul palco dell’Ariston la sua identità di cantautore romano contemporaneo.