Ricerca nel Sito

Furto di fentanyl all’ospedale Israelitico di Roma: indagati due custodi

Furto di fentanyl all’ospedale Israelitico di Roma: indagati due custodi

immagine illustrativa

Due custodi dell’ospedale Israelitico di Roma sono stati iscritti nel registro degli indagati per il furto di 80 fiale di fentanyl, sottratte il 4 luglio dalla cassaforte del nosocomio nel quartiere Trullo. L’episodio, privo di segni di effrazione sulla cassetta di sicurezza, aveva fatto ipotizzare fin da subito un coinvolgimento di chi avesse accesso autorizzato ai locali sensibili della struttura.

Le indagini in corso

Gli investigatori del Nucleo Investigativo dei Carabinieri e i colleghi del Nas stanno ricostruendo la catena di passaggi del farmaco per individuare i destinatari e verificare l’eventuale esistenza di una rete clandestina dedita allo smercio. L’iscrizione dei due custodi rappresenta una svolta nelle attività d’inchiesta, orientate a chiarire le responsabilità interne e le modalità di accesso alla cassaforte.

Il profilo della sostanza e i rischi

Il fentanyl è un oppioide sintetico fino a cento volte più potente della morfina e, per i suoi effetti potenzialmente letali simili all’eroina, viene definito «Droga degli zombie». Con il quantitativo sottratto, 80 fiale, si stima che potessero essere confezionate fino a 20mila dosi, ipotesi che ha acceso l’attenzione su possibili canali di consumo illecito.

Le misure disposte e l’impatto locale

Il furto avvenuto a Roma aveva determinato una riunione d’urgenza a livello governativo, con la sottolineatura della preoccupazione «per il comportamento irresponsabile di chi è chiamato a garantirne la sicurezza di tali sostanze, nonostante siano previste regole rigorose per l’accesso e la custodia». Contestualmente, il ministero della Salute aveva diramato una nuova circolare sulla conservazione dei farmaci stupefacenti nelle strutture ospedaliere, con l’obiettivo di rafforzare i protocolli interni e la vigilanza, a tutela dei pazienti e della sicurezza pubblica.