La testimonianza di Gabriella Golia rilancia il tema della sicurezza a bordo dei convogli che attraversano Roma. L’ex annunciatrice di Italia 1, derubata sul Frecciarossa durante una sosta nella Capitale, aveva denunciato pubblicamente l’episodio chiedendo più controlli. «Sono sconvolta. Sul Frecciarossa Napoli–Milano, all’altezza di Roma, io e mio marito siamo stati derubati… sotto i nostri occhi».
Il furto sul Frecciarossa durante la sosta a Roma
Secondo il suo racconto, i ladri avrebbero agito approfittando della confusione della fermata romana, quando i passeggeri si spostano per salire e scendere. La dinamica, riferita dalla stessa Golia, riguarda i bagagli prelevati dai ripiani superiori del vagone, con grande rapidità. In un video diffuso dopo l’accaduto, Golia aveva sollecitato la Polizia a rafforzare i controlli a bordo.
Il ritorno in carrozza e la notizia degli arresti
La notizia degli arresti dei ladri di trolley è arrivata mentre Golia stava per riprendere il treno per la prima volta dopo il furto. «È il primo che prendo da quando sono stata vittima del furto — ha raccontato Golia —, non mi sento sicura come prima a viaggiare in treno». E, sul tema delle misure repressive, ha aggiunto: «Chiaramente mi sento di dire che sia una buona notizia, ma il nodo cruciale non è tanto prendere questi delinquenti ma punirli, senza sconti, per scoraggiarli dal tornare a rubare. Ora che li hanno presi, andranno in carcere? Per quanto tempo ci resteranno? Se tra due mesi sono di nuovo a piede libero, a cosa è servito? Sono necessarie pene certe, più efficaci».
Denuncia e danno non quantificabile
Subito dopo il viaggio, la coppia ha sporto denuncia, ma senza riuscire a recuperare i propri effetti. «No, purtroppo. Non appena arrivati a Napoli siamo andati subito a sporgere denuncia, ma gli stessi agenti ci hanno avvertito che non sarebbe stato facile recuperare le nostre cose. Nel trolley di mio marito (il chirurgo Marco Alloisio, ndr.) c’era anche il computer, con le schede mediche dei suoi pazienti e e una serie di documenti riservati. Oltre al danno economico, abbiamo subito un danno che non è quantificabile».
Rimborsi, sicurezza e richiesta di agenti a bordo
Sul fronte dei rimborsi, la testimonianza chiama in causa Trenitalia e le regole per i bagagli sui treni Alta Velocità e Intercity. «Certo, ma anche di quello non c’è traccia. In caso di furto sui treni Alta Velocità e Intercity è previsto un risarcimento fino a 260 euro a bagaglio se rubati dall’apposito vano. Proprio come è successo a noi: le valigie sono state prese da sopra le nostre teste, con grande abilità, approfittando della confusione che si crea durante la sosta a Roma, che è più lunga delle altre per consentire ai tanti passeggeri di scendere o salire nel convoglio e sistemarsi. Trenitalia non ci ha mai neanche risposto, nonostante abbiamo seguito alla lettera la procedura per ottenere il rimborso».
La riflessione si allarga al tema della prevenzione a bordo e nelle stazioni della Capitale. «Profondamente. Al di là della perdita, noi abbiamo subito una violenza. È stato orrendo. Ma ciò che più mi disturba è quella sensazione di non poter viaggiare sicura che mi è rimasta addosso. Di certo non riposerò più in treno: terrò gli occhi aperti e le valigie strette tra le gambe. Mi sembra chiaro che le telecamere sui treni e nelle stazioni non siano un deterrente. Lo ripeto ancora una volta: vista la situazione, con i furti all’ordine del giorno, a ripetizione, è necessario aumentare i controlli. Servono agenti sui treni».