Due interventi tempestivi della Polizia di Stato tra la Capitale e il litorale hanno interrotto in flagranza altrettanti episodi di furto in abitazione. In manette sono finiti tre “topi di appartamento”. In uno dei casi, oltre al furto, viene contestata anche la resistenza e le lesioni a pubblico ufficiale.
Blitz a Ostia
L’allarme al 112 (N.U.E.) ha fatto scattare l’intervento delle Volanti a Ostia, dove un uomo è stato sorpreso allo stato del “tentativo” mentre cercava di scavalcare la recinzione del giardino di un appartamento “selezionato”. Alla vista degli agenti ha provato a fuggire e ha opposto resistenza attiva, ma è stato rapidamente bloccato. Per lui scatteranno anche le contestazioni per resistenza e lesioni a pubblico ufficiale.
Operazione nel quartiere Gianicolense
A Roma, nel quartiere Gianicolense, una pattuglia del Commissariato Colombo ha notato un uomo aggirarsi con fare sospetto tra alcuni stabili, osservandone accessi e movimenti fino a individuare un condominio in via di Monte Verde. Un secondo soggetto, in costante contatto telefonico, è entrato nello stabile, è poi uscito per raggiungere un’auto in sosta, ha rovistato nell’abitacolo e ha occultato le chiavi nel vano carburante, rientrando quindi nel palazzo. Poco dopo è comparso un terzo uomo, impegnato al telefono, fermo all’uscita con il ruolo di “palo” in una verosimile azione “a batteria”. Quando il gruppo si è ricomposto ed è apparsa una sacca rossa non presente in precedenza, è scattato il blitz: nella perquisizione veicolare sono stati trovati attrezzi da scasso e refurtiva poi riconosciuta dal proprietario, per un valore superiore a 60.000 euro. Per due complici è stato disposto l’arresto per furto in abitazione in concorso.
Ti potrebbe anche interessare: Controlli a Borghesiana e Tor Bella Monaca: tre arresti e sanzioni per 94 mila euro
Convalida e garanzie
In entrambi i casi, l’Autorità giudiziaria ha convalidato l’operato della Polizia di Stato. Le attività descritte rientrano nella fase delle indagini preliminari; per gli indagati vale la presunzione di innocenza fino a un eventuale accertamento definitivo con sentenza irrevocabile di condanna.