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Furti e rapine in casa a Roma: sgominata banda di nomadi di via Gordiani

Furti e rapine in casa a Roma: sgominata banda di nomadi di via Gordiani

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I carabinieri del comando provinciale di Roma hanno arrestato cinque persone nel campo nomadi di via Gordiani, accusate di aver commesso una serie di furti e rapine in abitazioni tra Grottaferrata e la Capitale. Le indagini hanno svelato un’organizzazione criminale che si concentrava su vittime anziane e vulnerabili, utilizzando il campo come base operativa. Gli arrestati devono rispondere di associazione a delinquere, rapina e furto. L'operazione, coordinata dal gip di Velletri, mira a contrastare le attività illecite in un’area particolarmente colpita da questi reati.

Operazione all’alba nel campo nomadi

Nelle prime ore di oggi, i carabinieri hanno fatto irruzione nel campo nomadi di via Gordiani, situato nel quartiere Prenestino di Roma. L’operazione è stata organizzata dopo mesi di indagini condotte dal comando provinciale di Roma, che hanno portato all’emissione di un’ordinanza di custodia cautelare in carcere da parte del gip di Velletri.

Gli arrestati sono accusati di aver formato un’organizzazione dedita a furti e rapine, principalmente ai danni di anziani. Durante l’operazione, i militari hanno raccolto prove fondamentali che collegano il gruppo a una decina di colpi messi a segno negli ultimi mesi.

Grottaferrata e Roma: le aree colpite dalla banda di nomadi

La banda operava prevalentemente tra Grottaferrata e diversi quartieri di Roma, prendendo di mira abitazioni di persone anziane e considerate più vulnerabili. Le vittime venivano scelte con cura, spesso osservate per giorni prima del furto. L’obiettivo era entrare nelle case durante le ore meno frequentate o in assenza dei proprietari, utilizzando tecniche che riducevano al minimo i rischi di essere scoperti.

Le indagini hanno rivelato che la base logistica del gruppo si trovava nel campo nomadi di via Gordiani. Da qui, pianificavano i colpi e si spartivano il bottino. Il campo era anche utilizzato come luogo per nascondere oggetti di valore rubati, che venivano successivamente rivenduti attraverso canali illeciti.

Accuse e reati contestati agli arrestati

Le cinque persone arrestate devono rispondere di gravi accuse, tra cui associazione a delinquere finalizzata al furto e alla rapina. Durante l’operazione, i carabinieri hanno sequestrato strumenti utilizzati per scassinare porte e finestre, oltre a refurtiva appartenente alle vittime.

Secondo le autorità, il gruppo agiva con un’organizzazione ben definita: alcuni membri si occupavano della sorveglianza, altri entravano nelle abitazioni e un ultimo gruppo si occupava della rivendita del bottino. Questa struttura ha permesso loro di agire in modo rapido ed efficace, lasciando poche tracce dietro di sé.