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Furti di rame dalle colonnine elettriche, decine di casi a Roma

Furti di rame dalle colonnine elettriche, decine di casi a Roma

colonnine ricarica elettrica

Un'ondata di furti ha colpito le colonnine di ricarica per veicoli elettrici nella zona di Roma e nelle aree limitrofe. Le bande criminali specializzate nel trafugare il rame, noto come "oro rosso", hanno messo fuori uso oltre 60 punti di rifornimento, causando disagi a migliaia di automobilisti. I ladri hanno tranciato di netto i cavi elettrici delle colonnine, lasciando inservibili le infrastrutture e compromettendo la rete di mobilità sostenibile. L'emergenza ha colpito in modo particolare Guidonia e Tivoli, ma segnalazioni analoghe arrivano anche da altri quartieri della Capitale. Le autorità sono al lavoro per contrastare il fenomeno, mentre gli utenti dei veicoli elettrici si trovano ad affrontare una crescente difficoltà nel reperire punti di ricarica funzionanti.

Furti alle colonnine, fenomeno in espansione

Il furto di cavi di rame dalle colonnine di ricarica si sta diffondendo rapidamente, con un impatto significativo sulla mobilità urbana. Secondo i dati raccolti dalle associazioni per la mobilità sostenibile, le aree maggiormente colpite sono Guidonia, Tivoli e diverse zone della periferia nord-est di Roma.

A Guidonia, sono stati registrati almeno 12 episodi di furto, con stazioni completamente vandalizzate in punti strategici come il Centro Agroalimentare e la piazza principale. Anche Tivoli ha subito attacchi simili, con sette stazioni depredate, incluse quelle del centro storico e della zona termale di Bagni. L'elenco dei punti danneggiati si estende fino a Fiumicino e Valmontone, rendendo l'intero sistema di ricarica sempre meno accessibile per gli automobilisti elettrici.

Le tecniche utilizzate dai ladri e il valore del rame

I malviventi agiscono con estrema rapidità e precisione, sfruttando l'assenza di sistemi di sorveglianza adeguati. Le operazioni di furto avvengono prevalentemente di notte, quando il rischio di essere scoperti è minore.

I cavi elettrici, spesso di grande diametro e con un'elevata concentrazione di rame, vengono tranciati con strumenti professionali e rimossi in pochi minuti. Il materiale rubato viene poi rivenduto nel mercato nero o smaltito in centri di riciclo illegali.

Il valore del rame ha subito un incremento negli ultimi anni, rendendolo una merce ambita dalle bande criminali. La mancanza di misure di tracciamento e il difficile controllo sulle vendite di metalli usati agevolano ulteriormente il fenomeno.

Le conseguenze per automobilisti e infrastrutture

L'impatto dei furti sulle infrastrutture di ricarica è notevole. Ogni colonnina vandalizzata può restare fuori servizio per settimane, in attesa della sostituzione dei componenti rubati. Questo causa notevoli disagi per gli utenti di veicoli elettrici, che si trovano improvvisamente privi di punti di rifornimento essenziali.

Inoltre, i costi di riparazione gravano sulle aziende fornitrici e, indirettamente, sugli stessi cittadini. La situazione è particolarmente critica in vista del Giubileo del 2025, evento per il quale Roma dovrebbe garantire un'infrastruttura efficiente e sostenibile.