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Fuochi d'artificio lanciati sui balconi: l'ultima follia della malamovida romana - VIDEO

Fuochi d'artificio lanciati sui balconi: l'ultima follia della malamovida romana - VIDEO

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Fuochi d'artificio lanciati sui balconi: l'ultima follia della malamovida romana

Ospite in collegamento: Simonetta Marcellini, presidente del "Comitato emergenza Trastevere"

Fa caldo ma c'è chi è costretto a tenere le finestre chiuse perché il rischio di trovarsi resti di esplosivo in casa è molto peggio. Sembra il racconto di uno scenario di guerra, invece succede a Roma, in uno dei quartieri più vissuti nelle notti estive: Trastevere. Nel rione, ai problemi di risse, danneggiamenti e spaccio ora si somma una nuova tendenza emergenziale, quella dei fuochi d’artificio accesi tra i palazzi e le auto.

Eppure sono entrati in azione i tutor, guardie giurate predisposte al presidio delle zone più critiche: ma sta funzionando davvero? I numeri delle forze dell'ordine sono chiari: 40 arresti in una settimana, a dimostrazione del presidio costante sul territorio, ma anche di mancata osservanza delle regole da parte dei giovani. Basterebbe ricordare l'episodio di poche settimane fa, quello dei maranza al Colosseo.

Tra boati e denunce, Trastevere ostaggio della malamovida

Simonetta Marcellini, presidente del "Comitato emergenza Trastevere”, avverte: "Quei fuochi sono una vera minaccia, c’è anche il rischio che qualche appartamento prenda fuoco: da mesi ormai denunciamo il fenomeno che vede bande di ragazzi stranieri accendere batterie di fuochi d’artificio in mezzo ai palazzi e tra le auto".

"Siamo prigionieri nel nostro rione - aggiunge Marcellini - non possiamo più uscire la sera per prendere un gelato, invitare amici a cena, ci sono gravi problemi di sicurezza oltre che di decoro".

Municipi II e III, i comitati alzano la voce

Nel Municipio II, il comitato Italia-Ippocrate ha raccolto 300 firme per una interrogazione popolare. Il professor Giovanni Aliquò rileva: «Le leggi ci sono, ma il Comune non le applica. Un esempio? Se un locale crea problemi, il sindaco può applicare gli art. 50 e 54 del Testo Unico degli Enti Locali, anche i Municipi possono, anzi, devono applicare le norme del Tulps". E ancora: «Anche a piazza Bologna accendono batterie di fuochi di artificio, ma l’uso urbano è vietato: ordigni del genere possono essere venduti solo a professionisti o a chi ha un patentino. È fondamentale poi mettere un freno alla concentrazione dei locali di somministrazione. E gli strumenti ci sono".

Nel Rione Monti, spiega Nicola Barone, "molti residenti ormai hanno deciso di andarsene. Qualche locale viene chiuso, ma dopo qualche giorno riapre come se niente fosse; l’ordinanza anti-alcol c’è, ma dovrebbero esserci anche i controlli, nonostante le nostre lotte, le innumerevoli denunce, la situazione è critica: chiediamo una effettiva stretta".

Il piano notte del Campidoglio

Per contrastare la malamovida, il Campidoglio ha attivato il Piano Notte con 150 “tutor” volontari in 50 aree sensibili, impegnati in assistenza, mediazione e distribuzione di etilometri monouso in coordinamento con la Questura. Resta alta l’attesa dei comitati per controlli più diffusi e per il contingentamento delle licenze nelle zone più esposte, da San Lorenzo a Piazza Bologna.