Ilario Monterisi è stato ospite della trasmissione Passione Frosinone in onda ieri sera su HitFM e Radio Day. Di seguito le parole riportate da Tuttofrosinone.com.
Le parole di Monterisi
In questi anni vissuti da Ilario Monterisi a Frosinone, al calciatore ed all'uomo, che tipo di valori, esperienza e qualità aggiuntive hanno portato?
"Sicuramente mi hanno dato un grosso bagaglio, basti vedere le annate che ho trascorso a Frosinone, che sono state completamente diverse tra di loro. Il primo anno è stato un anno bellissimo, dove era quasi sempre una festa. Non ero un protagonista assoluto di quella squadra, ma ho sempre dato il mio contributo e fu un anno fantastico. Lo scorso anno lo possiamo dividere in girone di andata e girone di ritorno, come anche la mia stagione a livello personale. Andò tutto bene all'inizio, poi ci fu qualche difficoltà. Si sapeva però che avremmo vissuto un periodo di difficoltà e che non si sarebbe potuto essere costanti come nel girone di andata. Purtroppo è arrivato quello che non doveva succedere e che non ci meritavamo. Ma sono rimasto qui a Frosinone anche in questo campionato, perchè volevo dare il mio contributo alla squadra e perchè anche il Direttore Angelozzi è rimasto. Mi sono affezionato molto a questo club, alla città e a tutti i tifosi. Anche quest'anno non abbiamo iniziato la stagione benissimo, per via di varie dinamiche. Però ora, sembra che un minimo di spensieratezza sia stata ritrovata. Siamo certamente un pò più tranquilli, rispetto all'annata vissuta complessivamente, fino a tre settimane fa".
Contro il Brescia, hai compiuto un intervento salva risultato, all'ultimo minuto di recupero della gara e sei andato ad esultare sotto la Curva Sud, come se avessi segnato un gol. Che cosa hai provato in quella circostanza e quanto peso ha quella vittoria?
"Possiamo dire che le tre vittorie che abbiamo ottenuto consecutivamente non sono state proprio tranquille, abbiamo sempre sofferto fino alla fine della gara per portare a casa il risultato ma forse, per questo motivo, sono ancora più belle. Ho esultato come se veramente avessi segnato io, perchè era troppo importante vincere: arrivava la sosta per le nazionali e finire con una vittoria ci avrebbe permesso di avere ancora più serenità nel lavoro in queste due settimane. Meritavamo di vincere. Il successo permette di ragionare sempre in maniera positiva. E anche negli aspetti positivi poi, possono scaturire piccoli episodi a nostro favore, quali ad esempio la parata di Cerofolini nella gara contro il Brescia o il salvataggio di testa di Lucioni. Tutti questi episodi, sono degli aspetti a nostro vantaggio, che permettono certamente di avere una visione più confortante, in vista di questo rush finale di 8 partite, che affronteremo alla grande. Era un momento chiave e troppo importante quello della scorsa partita. Per fortuna l'ho deciso in maniera positiva. Ma non solo io, anche Tutti i miei compagni sono stati decisivi e si sono sacrificati".
In questa stagione, cosa ti porti dietro a livello personale, da uomini di esperienza che ci sono in squadra come Marchizza, Lucioni, Di Chiara o Biraschi?
"Sicuramente per crescere, provo a rubare qualcosa non soltanto dai miei compagni del reparto difensivo, ma da tutti i giocatori che io stimo. In questi tre anni ci sono stati tanti calciatori che ho apprezzato nel Frosinone. Quindi cerco di accaparrare e fare miei i momenti nella gestione delle partite. Questa stagione in particolare è stata un pò complicata, quindi bisogna mantenere sempre un certo equilibrio e non pensare di essere scarsi quando si perde o come ora che abbiamo fatto qualche vittoria di fila, credere che siamo troppo forti. Bisogna essere equilibrati. E i calciatori che abbiamo, tramite la loro tanta esperienza, hanno questo equilibrio mentale che provo a rubare da loro".
Com’è essere uno dei leader di questa squadra?
“E’ un motivo d’orgoglio, mi piace assumermi le responsabilità. Non parlo tanto ma preferisco dare l’esempio in campo, se riesco a dare un consiglio o spendere una parole lo faccio volentieri. Spero di dare una mano ai compagni”.