Forza venite gente: ultime repliche all'Orione di Roma, per uno dei più grandi appuntamenti della stagione. Dal 26 dicembre, al Nuovo Teatro Orione, sta andando in scena "Forza Venite Gente", un musical italianissimo con numeri che definire da record è poco: dal 1981 la storia in musica del Patrono d'Italia, San Francesco d'Assisi, è stata tradotta in otto lingue e rappresentata in Paesi come Brasile, Messico, Polonia, Ucraina, Albania e Bielorussia.
Forza venite gente: le repliche all'Orione di Roma
Siamo a 3.500 repliche, più di 2 milioni e 500 mila spettatori, di cui 250.000 solo a Roma, in piazza San Giovanni il 16 agosto del 2000, in occasione della Giornata Mondiale della Gioventù.
Al Nuovo Teatro Orione questo spettacolo parla delle emozioni della quotidianità, con intense riflessioni sul rapporto tra padri e figli, spesso contaminato da aspettative diverse e da valori distanti. Andato in scena anche a Capodanno, il 31 dicembre, quando al termine dello spettacolo il cast si è fermato in sala con gli spettatori per brindare al nuovo anno, lo spettacolo chiude, per ora, i battenti, il 12 di Gennaio.
Dunque è domenica l'ultimo giorno utile per poter ancora essere tra i fortunati che hanno potuto assistere a questo spettacolo ormai diventato iconico e una sorta di leitmotiv culturale del territorio e delle esperienze teatrali capitoline. Un viaggio in parte concreto e in parte simbolico che indaga all'interno dei meandri delle relazioni familiari e non, sulle differenze generazionali e su ciò che possono fare i valori in termini di collante tra chi, magari per mille motivi può trovarsi lontano dal modo di pensare di chi in realtà è vicinissimo sul piano sentimentale.
La comunicabilità, il sapersi relazionare e capire come le emozioni del quotidiano e le identità anche differenti possano unirsi attraverso un linguaggio universale, quello dei sentimenti, diventa il metro non solo di giudizio ma anche di comportamento per una società costruita su basi solide e inviolabili. Questo in fondo è in parte il messaggio che viene diffuso da quest'opera: tutti all'Orione, dunque.