Il Campidoglio ha scelto di ricorrere alla tecnologia geologica più avanzata per garantire la sicurezza di via dei Fori Imperiali, ancora chiusa al transito pedonale dopo il crollo del grande pino di 120 anni avvenuto domenica scorsa all’altezza del Foro di Traiano, episodio che ha causato tre feriti lievi. La task force comunale utilizzerà un radar Gpr capace di mappare lo stato delle radici fino a circa quattro metri di profondità, così da verificare la reale stabilità degli alberi lungo l’asse monumentale.
Indagini con Gpr e interventi mirati
Il ground penetrating radar consentirà l’osservazione della distribuzione delle radici anche sotto superfici rigide come cemento, asfalto ed edifici. In parallelo è previsto l’impiego dell’air spade, cioè aria compressa per rimuovere il terreno attorno all’apparato radicale e valutarne le condizioni a vista. La decisione arriva dopo i rilievi che hanno evidenziato, nel sottosuolo della strada, una fitta stratificazione di cemento e sottoservizi accumulata in decenni di lavori, unita al terreno inzuppato dalle piogge, fattori che avrebbero inciso sulla stabilità dei pini che nel 2026 registrano crolli a ritmo di tre al mese.
Strada off limits e tempi delle verifiche
Gli strumenti di ultima generazione lavorano al meglio con suolo asciutto, per questo nell’immediato proseguiranno le prove di trazione sugli esemplari in situ. Finora sono stati testati circa venti alberi e ne restano 25 da verificare. Qualora dai controlli emergessero segnali di instabilità, si procederà all’abbattimento per motivi di sicurezza.
Prossimi passaggi
Le prove di trazione continueranno almeno fino a domenica, in attesa che il terreno consenta l’uso del radar. Via dei Fori Imperiali resterà off limits anche nella prossima settimana per consentire il completamento delle verifiche e l’eventuale messa in sicurezza dell’area, con l’obiettivo di garantire la fruizione in condizioni di piena sicurezza in un tratto tra i più frequentati di Roma.