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Follia Blanco sul palco di sanremo, il Codacons lo denuncia

Follia Blanco sul palco di sanremo, il Codacons lo denuncia

blanco.sanremo.foto

La scena ha già fatto il giro del web ed è stata vista da milioni di italiani: durante l’esibizione sul palco di Sanremo nella serata inaugurale – la seconda dopo la prima con Mahmood – Blanco ha dato di matto. Proprio così; dopo essere incappato in alcuni problemi tecnici (non sentiva la sua voce nell’auricolare) ha iniziato a rompere la scenografia dell’Ariston.

Fiori e tavoli rovesciati, tutto distrutto. Alla fine ha detto: mi stavo divertendo. Se sia stato veramente frutto di un raptus o una scena già preparata poco cambia: ormai contro di lui si è scagliata gran parte dell’Italia. E non solo: il Codacons, ad esempio, lo ha denunciato. Ad annunciarlo è la stessa associazione dei consumatori.

Blanco sarà chiamato a risarcire i danni prodotti alla Rai e a rispondere del reato di danneggiamento. Lo afferma il Codacons, che dopo i gravi fatti di ieri all’Ariston deposita oggi un formale esposto alla Procura della Repubblica di Imperia e alla Corte dei Conti”.

Spiega il Codacons: “Al di là della volgarità del gesto e della sua inopportunità, l’aver distrutto la scenografia del Festival potrebbe realizzare veri e propri reati. L’art. 635 del codice penale stabilisce infatti che “Chiunque distrugge, disperde, deteriora o rende, in tutto o in parte, inservibili cose mobili o immobili altrui in occasione di manifestazioni che si svolgono in luogo pubblico o aperto al pubblico è punito con la reclusione da uno a cinque anni”.

E ancora: “Oltre all’aspetto penale, la distruzione operata ieri da Blanco ha prodotto un evidente danno economico ai cittadini: la scenografia dell’Ariston è infatti pagata dagli utenti italiani che finanziano la Rai attraverso il canone, e il danneggiamento a vasi e fiori ha determinato uno spreco di soldi pubblici che ora l’artista dovrà risarcire. Per tali motivi il Codacons chiede oggi alla Procura di Imperia di aprire una indagine su Blanco alla luce del possibile reato di “danneggiamento”, e alla Corte dei Conti di avviare le dovute azioni sul piano contabile finalizzate ad ottenere dall’artista il ristoro dei danni erariali”.

G.