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Fiumicino, gomme tagliate e stella di David sull’auto: intimidazione contro la sindacalista Isopo

Fiumicino, gomme tagliate e stella di David sull’auto: intimidazione contro la sindacalista Isopo

Nuovo atto intimidatorio a Fiumicino contro Emanuela Isopo, esponente dell’Unione Inquilini e membro della segreteria nazionale dell’Usb. Nella notte ignoti hanno forato gli pneumatici della sua auto e inciso una stella di David sul cofano con un coltello. Si tratta del secondo episodio in poche settimane: il 29 settembre le gomme erano già state squarciate e accanto al veicolo era stato ritrovato un coltello.

Il fatto

L’episodio è avvenuto sotto l’abitazione della sindacalista, attiva sul tema del diritto alla casa a Roma e nel territorio di Fiumicino. La riproduzione del simbolo ebraico incisa sulla carrozzeria, rispetto alla quale la diretta interessata ha espresso ferma condanna, viene letta come un possibile riferimento alle recenti prese di posizione dell’area sindacale nelle piazze e alle mobilitazioni legate al conflitto in Medio Oriente. La donna ha sporto denuncia alle forze dell’ordine.

Le parole di Isopo

«Stanotte sotto casa mia, ho subito l’ennesimo atto intimidatorio. Stesse modalità, stesso taglio netto di un coltello da cucina anni ’80. Come se bastasse rigare una carrozzeria o un pneumatico per fermare una battaglia collettiva. E, per darsi un alibi ideologico, l’autore arriva perfino a usare simboli di lotte che non c’entrano nulla con questa vigliaccheria, piegandoli a una guerra personale e malata. - scrive sui social Emanuela Isopo, denunciando pubblicamente l'accaduto - Parlo non solo da cittadina e madre, ma da membro della Segreteria nazionale dell’Unione Inquilini. Questo non è un gesto isolato né casuale: è un attacco che arriva in un territorio dove ci battiamo quotidianamente contro l’uso illecito del patrimonio pubblico, contro chi lucra sull’emergenza abitativa, contro le reti di microdelinquenza che prosperano nel vuoto lasciato dalle istituzioni. Quando tocchi interessi opachi, qualcuno si sente autorizzato a colpire nell’ombra. Ma a pesare più del coltello è il silenzio».

«L’omertà della politica locale è assordante: nessuna presa di posizione, nessuna parola pubblica da parte di chi amministra questo territorio. Eppure qui vivo, qui crescono i miei due figli, qui opero quotidianamente come sindacalista. - segnala ancora - Il messaggio che passa è chiaro: se colpiscono una donna, una dirigente, una militante della casa, va tutto bene finché nessuno ne parla. La violenza non è mai solo nel gesto. È nell’indifferenza. È nell’inerzia di uno Stato che dovrebbe intervenire dove il patrimonio pubblico viene abbandonato, occupato illegalmente o usato per clientele e affari, e invece lascia campo libero a chi usa l’intimidazione come arma. Quando le istituzioni tacciono, diventano corresponsabili. Questo non è un fatto privato e non riguarda solo me. È un attacco alla libertà sindacale, all’impegno sociale, al diritto di ogni persona di vivere senza paura.»

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Le verifiche in corso

Gli atti vandalici sono stati segnalati alle autorità, che valuteranno collegamenti con l’episodio del 29 settembre. La vicenda riaccende i riflettori sulle tensioni che circondano le vertenze abitative del litorale e dell’area metropolitana di Roma, dove l’Unione Inquilini opera da anni a sostegno dei residenti. Restano da chiarire natura e matrice dell’intimidazione, mentre la sindacalista prosegue la propria attività sul territorio.